Spari ad un imprenditore di Angri, cambia l'accusa: "Fu un agguato di camorra"

Nuova ordinanza del gip di Salerno, su richiesta della Dda, che riconosce per due paganesi il metodo mafioso nel raid di fuoco del 25 maggio scorso

Spari contro un imprenditore, fu "un agguato, anche se tentato, di camorra". Così il gip di Salerno contesta nuovamente l'aggravante mafiosa ai paganesi A.M. e N.L. , finiti in carcere con l’accusa di tentato omicidio. I fatti risalgono al 25 maggio scorso, ad Angri, di sera, quando almeno tre colpi di pistola furono esplosi contro l’imprenditore angrese Domenico Chiavazzo, ferito nell’agguato dopo aver reagito agli spari dei killer.

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L'aggravante

Secondo il ragionamento del gip di Salerno, le modalità e l'esecuzione del raid "evocano" contesti criminali e associativi legati alla criminalità organizzata. A pesare, inoltre, diversi precedenti, con la medesima aggravante, per uno dei due indagati. Secondo le ricostruzioni dell'Antimafia, il titolare di una cooperativa nel settore pulizie e sanificazione era finito nel mirino dei due, che volevano ucciderlo. In sella ad una moto con targa bulgara, i due indagati avevano la vittima di ritorno verso casa, per poi accostarsi con una pistola all'auto sul cavalcavia di via delle Fontane ad Angri. Contro i due pesano le immagini di alcune telecamere di sorveglianza, le impronte di sangue sui caschi ritrovati nelle vicinanze dell’agguato e le ferite riportate dai due. Oltre alle intercettazioni ambientali registrate poche ore dopo l'agguato all'imprenditore. La vicenda è stata ricostruita dai carabinieri con l’agguato di stampo camorristico intentato per uccidere il bersaglio, consumato in pieno centro. La vittima - stando alle indagini - non si sarebbe piegato ad una richiesta estorsiva di 200mila euro. A novembre scorso, la sua ditta fu anche destinataria di un avvertimento dinamitardo, con tanto di ordigno fatto esplodere nel cuore della notte. Per i due indagati, ora, ritorna l'aggravante mafiosa, oltre al tentato omicidio. Il prossimo step, per le difese, sarà il Tribunale del Riesame

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