Angri, l'incubo dei condomini: atti osceni, estorsioni e persecuzioni: a processo

Era diventato una sorta di pericolo quotidiano per almeno 9 condomini, che avevano la sfortuna di dividere con lui lo stesso palazzo. L'uomo, un 50enne di Angri, è accusato di una moltitudine di reati, anche tentata violenza sessuale

Era diventato una sorta di pericolo quotidiano per almeno 9 condomini, che avevano la sfortuna di dividere con lui lo stesso palazzo. L'uomo, un 50enne di Angri, è accusato di una moltitudine di reati: tentata estorsione, lesioni, atti osceni in luogo pubblico e persino tentata violenza sessuale. Nei riguardi di una minore di 16 anni, infatti, che tentò di avvicinare con pesanti apprezzamenti. Mentre agli altri avrebbe riservato comportamenti folli e persecuzioni quotidiane, spingendo gli stessi a presentare innumerevoli denunce nei suoi confronti.

Le accuse

Noto alle forze dell'ordine, si trova da tempo agli arresti domiciliari nella casa di cura di Villa Chiarugi. Tra le accuse che gli muove la procura di Nocera Inferiore, c'è anche quella di aver chiesto ad una bambina di soli 4 anni di alzarsi la gonna, davanti alla madre, che turbata si scagliò contro l'uomo, per allontanarlo. Ad altri suoi vicini di casa, invece, le cose non erano andate meglio. A molti di loro l'imputato minacciò guai seri se non avesse avuto, da ognuno di loro, soldi in contanti. «Per stare in pace dovete darmi cento euro al mese, o farò sempre peggio, vi costringerò ad andar via di qui ad uno ad uno, via da questo cortile per disperazione, vi farò maledire il giorno che mi avete conosciuto». Parole finite in uno specifico capo d'imputazione. 

"Nudo in casa del vicino"
 

Nelle denunce a suo carico c'è di tutto: il 12 gennaio 2016 agitò un coltello fuori casa, aggredendo un uomo e procurandogli quattro giorni di prognosi. Ad una donna, invece, riservò spinte e schiaffi, ripetutamente. Una terza persona fu invece colpita alla testa, con un martello. Nel gennaio del 2015, per più volte, il 50enne si era invece piazzato nei pressi dell'ingresso di casa della vicina, in mutande, "praticando atti osceni" in sua presenza. Quest'ultima fu costretta a chiudersi in casa, terrorizzata da possibili nuove aggressioni da parte del 50enne. I carabinieri scoprirono che l'uomo aveva installato anche delle telecamere nel palazzo per studiare le abitudini dei condomini, sempre più condizionato da quello stato di paranoia pura, che lo spinse - in un'altra occasione - a pedinare l'ennesima vittima, offendendolo e sputandogli persino addosso. Senza alcun motivo. Non contento, provò persino ad introdursi in casa sua, senza vestiti, chiedendo di consumare un caffè. Le persone offese costituite in questo processo, al via davanti al giudice monocratico, sono nove.

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