Angri, finanziamento concesso da due mediatori senza titoli: in due rischiano il processo

La denuncia della parte offesa fece partire l'indagine della Procura di Nocera, a sua volta orientata dai riferimenti della vittima, con registrazioni audio svolte e raccolte dallo stesso denunciante, fino agli interrogatori degli imputati

Rischiano il processo per esercizio abusivo dell’attività finanziaria in concorso due persone di Angri, un 49enne ed un 57enne, accusati di aver rappresentato con due ruoli diversi la possibilità di concessione di un finanziamento a danno di un cliente in difficoltà economiche.

Le accuse

Stando all'indagine, partita dopo la denuncia delle parti offese e caratterizzata da registrazioni, intercettazioni e consulenze tecniche svolte su disposizione del pubblico ministero, i due avrebbero agito in cooperazione. Il 57enne si era mosso quale rappresentate di una società di diritto lussemburghese, mentre il secondo nel ruolo di intermediario nell’operazione di finanziamento. Svolgendo, così, l'abusiva attività di concessione di finanziamenti, sotto qualunque forma, eseguendo un lavoro riservato agli intermediari finanziari autorizzati iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia, in modo che la società rappresentata, con il lavoro di intermediazione svolto, erogava il denaro. Il ruolo del 49enne consisteva nel conoscere le condizioni di difficoltà in cui versava il cliente, arrivato ad uno stato conclamato di crisi finanziaria.

L'inganno

Da qui la necessità di ottenere un fondo, ottenuto dopo il doppio lavoro dei due. La denuncia della parte offesa fece partire l'indagine della Procura di Nocera Inferiore, a sua volta orientata dai riferimenti della vittima, con registrazioni audio svolte e raccolte dallo stesso denunciante, un angrese, fino agli interrogatori degli imputati e documentazioni allegate e verifiche della polizia giudiziaria. L'inchiesta si è ora conclusa e il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi. Ancora, i due avrebbero agito conoscendo la situazione di necessità in cui si trovava il contraente, che aveva richiesto l’aiuto per accedere al finanziamento: l’intervento di mediazione dell’angrese 49enne  aveva aperto la strada, per il successivo lavoro di concessione svolto dal complice, il 57enne, rappresentante della società in questione. Ad entrambi mancherebbe, come ricostruito dall’accusa, il titolo necessario per eseguire attività di intermediazione, come previsto dall’ordinamento vigente e come disciplinato in materia direttamente dalla Banca d’Italia con apposito albo professionale. 

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