Molestie sessuali ad un allievo, condannato istruttore di basket

Molestie e abusi di tipo sessuale su di un suo allievo: i giudici lo condannano a 6 anni e 6 mesi di carcere. Questa la sentenza di primo grado emessa ieri pomeriggio, dal collegio giudicante del tribunale di Nocera Inferiore

Molestie e abusi di tipo sessuale su di un suo allievo: i giudici lo condannano a 6 anni e 6 mesi di carcere. Questa la sentenza di primo grado emessa ieri pomeriggio, dal collegio giudicante del tribunale di Nocera Inferiore. L’imputato è un ragazzo di 26 anni residente ad Angri. La vittima, presunta, un minore di soli 11 anni. L’età è relativa a quando furono commessi i fatti, intorno alla fine del 2015. A far scattare l’inchiesta della procura fu la denuncia dei genitori del piccolo, allievo in una scuola di basket guidata dall’imputato, che in questo caso rivestiva il ruolo di istruttore.

Le accuse

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Stando a quanto riferito dai genitori e confermato in parte dal piccolo, durante un incidente probatorio voluto dagli inquirenti per cristallizzare le accuse, il ragazzino era finito al centro delle attenzioni insistenti, ambigue e morbose del suo maestro. Il giovane, oltre a mostrare gentilezza e affetto, lo avrebbe seguito con la sua presenza anche nelle azioni di tutti i giorni. Dal prenderlo a scuola fino ad aiutarlo a svolgere i compiti. Azioni che lo stesso imputato, in fase preliminare, aveva specificato che venivano fatte con il consenso dei genitori. Ma secondo la procura il giovane si sarebbe anche reso responsabile di atteggiamenti poi inquadrati in abusi e molestie, con il reato di violenza sessuale contestato già in fase preliminare, che gli costò gli arresti domiciliari. La confidenza del 26enne si sarebbe evoluta in toccamenti nelle parti intime del ragazzino, carezze ed un bacio notato dai parenti della vittima, all’esterno di una scuola. Poi, una seconda circostanza emersa in dibattimento, riferita ad una masturbazione reciproca avvenuta tra i due. In sostanza, il 26enne fu accusato di costrizione psicologica nei riguardi del minore e di induzione a compiere atti di natura sessuale. Ieri è arrivata la condanna in primo grado, ma per le motivazioni bisognerà attendere sessanta giorni. 

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