Anni di lotta per far valere i suoi diritti: la storia di un concessionario balneare di Castellabate

La storia di Aldo Smarrazzo inzia nel 2007 quando scopre che nell'area concessagli si trova un manufatto, costruito abusivamente, che gli impedisce di sfruttare appieno i 1000 metri quadrati che aveva ottenuto a seguito della concessione

(foto archivio)

Una lotta legale pluriennale contro le autorità che, a suo dire, avrebbero continuativamente danneggiato la sua attività imprenditoriale non effettuando atti dovuti nei tempi prefissati: in questo modo si può riassumere la storia di Aldo Smarrazzo, titolare di uno stabilimento balneare a San Marco di Castellabate che, nel pieno di questa stagione balneare, ha subito un nuovo sequestro per aver continuato la sua attività imprenditoriale nonostante la concessione non gli fosse stata rinnovata.

La storia di Aldo Smarrazzo inzia nel 2007 quando, fresco di concessione per avviare uno stabilimento balneare, scopre che nell'area concessagli si trova un manufatto, costruito abusivamente da un allora funzionario comunale, che gli impedisce di sfruttare appieno i 1000 metri quadrati che aveva ottenuto a seguito di una costosa concessione. Dopo aver fatto le denunce di rito, e dopo aver visto che nessun ordine di abbattimento del manufatto era stato emanato dalle autorità, vedendo l'avvicinamento della stagione balneare, ha deciso di spostare autonomamente i confini della sua concessione per poter usufruire dei 1000 metri quadrati per cui aveva pagato. Tale pratica, a dire del signor Smarrazzo, è molto comune tra gli stabilimenti che ritrovano manufatti abusivi nella propria concessione.

La storia procede tranquillamente per qualche anno fin quando, nel 2013, Smarrazzo riceve una denuncia per occupazione abusiva del suolo pubblico per la traslazione della sua concessione e per la quale è ancora in corso il processo. Il 4 novembre 2014, dopo ulteriori richieste di Smarrazzo, arriva anche l'ordine di abbattimento del manufatto abusivo che, però, ad oggi, è ancora in piedi. La beffa è arrivata quest'anno: a causa della presenza del manufatto abusivo, la concessione, pur essendo stata pagata al Comune di Castellabate, non è stata rinnovata per i complessivi 1000 metri quadrata ma solo per la metà non ricadente nell'area del manufatto. Avendo pagato per la concessione completa, però, il signor Smarrazzo ha, come fatto negli ultimi anni, traslato la sua concessione per godere del diritto acquisito a seguito di un oneroso esborso di denaro. A luglio 2016, intanto, è arrivato un nuovo sequestro dell'area di concessione abusiva per la quale c'è già un processo in corso, relativo alla denuncia del 2013, presso il foro di Vallo della Lucania.

"Mi hanno dimezzato la concessione, per la quale ho pagato, nel pieno della stagione balneare - ha commetato sconsolato Smarrazzo - Sono anni che lotto, tramite denunce, cause ed altro, contro le autorità per vedermi riconosciuto il diritto di avere una concessione libera da manufatti abusivi. Cosa dovrei fare se ho pagato per 1000 metri quadrati e le autorità non intervengono per rendermeli completamente fruibili? Ho traslato la concessione come fanno tutti nelle mie medesime condizioni - ha continuato - Non solo denuncio il mancato abbattimento di un manufatto abusivo, ma vengo anche incolpato per voler far valere i miei diritti. E' una situazione insostenibile", ha concluso, infine, Smarrazzo che attende risposte da parte delle autorità competenti per poter continuare a lavorare e mantenere la sua famiglia.

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