Cronaca

Bellandi promulga l' "Anno Matteano": ecco la lettera inviata ai sacerdoti

L'obiettivo dell'arcivescovo di Salerno è quello di organizzare più eventi e celebrazioni per intensificare la devozione all'evangelista

Onorare San Matteo con eventi e celebrazioni da organizzare nel corso dell’anno promulgano l’Anno Matteano. E’ questo l’obiettivo dell’arcivescovo di Salerno Andrea Bellandi, insieme al parroco del Duomo Don Michele Pecoraro, per approfondire la conoscenza dell’evangelista e pregare perché “ci accompagni in quella sequela di Gesù che lui per primo ha appassionatamente vissuto, arrivando così a scoprire il grande tesoro della misericordia”. Anche perché la liturgia di quest’anno è incentrata proprio sul testo dell’apostolo-evangelista Matteo, le cui spoglie riposano nella Cattedrale consacrata nel 1084 dal Papa Gregorio VII, di cui proprio quest’anno ricorre anche l’anniversario dei 1000 anni dalla nascita.

La lettera di Bellandi ai parroci:

Carissimi,

la liturgia di quest’anno – che in un ciclo triennale ripropone, nella Santa Messa, la lettura del Vangelo tratta da uno dei primi tre evangelisti (Matteo, Marco e Luca) – è incentrata proprio sul testo dell’apostolo-evangelista Matteo – il “nostro” San Matteo, le cui spoglie riposano nella Cattedrale consacrata nel 1084 dal Papa Gregorio VII, di cui proprio quest’anno ricorre anche l’anniversario dei 1000 anni dalla nascita.Per questo, insieme al Parroco don Michele Pecoraro, ho pensato di promulgare uno speciale “Anno Matteano”, per far conoscere e amare maggiormente l’Apostolo ed Evangelista, patrono della città e dell’Arcidiocesi di Salerno, chiedendogli al contempo di accompagnarci in quella sequela di Gesù che lui per primo ha appassionatamente vissuto, arrivando così a scoprire il grande tesoro della misericordia divina.Attraverso iniziative di preghiera e di riflessione, momenti culturali e di creatività artistica, pellegrinaggi e celebrazioni particolari, vorremmo far sì che quest’anno si intensifichi la nostra devozione al Santo Evangelista, quale testimone di quella chiamata particolarissima a lui rivolta da Signore, ma – attraverso di lui – indirizzata anche a ciascuno di noi.Approfittiamo, quindi, di tale circostanza per aprire maggiormente i nostri cuori all’irruzione della grazia divina e per testimoniare la gioia del Vangelo che «riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Papa Francesco).A tutti voi auguro un proficuo “Anno Matteano”!

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