Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Anno Scolastico 2021/2022, ecco la lettera del vescovo Bellandi agli insegnanti

Il messaggio è rivolto anche al personale della scuola di ogni ordine e grado

L’Arcivescovo della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno Andrea Bellandi, all'inizio del nuovo anno scolastico 2021/2022, ha voluto indirizzare agli insegnanti e personale della scuola – di ogni ordine e grado – un messaggio per esprimere sentimenti di affettuosa vicinanza e di ricordo nella preghiera.

Ecco la lettera: 

“Carissimi, mi rivolgo a voi, insegnanti e personale della scuola – di ogni ordine e grado – per farvi pervenire, all’inizio di questo nuovo anno scolastico, i miei sentimenti di affettuosa vicinanza e di ricordo nella preghiera. Si apre una nuova stagione con ancora molte incognite sul futuro, legate alla pandemia da Coronavirus non ancora sconfitta. Tuttavia, l’orizzonte sembra essere più confortante rispetto a quello dei mesi prima dell’estate, anche a motivo di un largo impiego dei vaccini che stanno contrastando il diffondersi del terribile virus. Non spetta tuttavia a me entrare su questo o su altri temi che chiamano in causa direttamente l’ambito delle istituzioni, bensì richiamare a tutti voi – sapendo di toccare punti che stanno a cuore ad ognuno di voi – il ruolo fondamentale che sempre, ma a maggior ragione in questo frangente storico, il mondo della scuola gioca per il futuro dei nostri ragazzi e, di conseguenza, per la nostra società. Voi conoscete meglio di me gli effetti negativi – talora drammatici – che quest’ultimo anno e mezzo ha causato in moltissimi adolescenti e giovani, in cui l’allontanamento forzato dalle normali attività scolastiche, sportive e di socializzazione ha portato a sentimenti di solitudine, frustrazione e incertezza sul futuro, che non di rado sono poi sfociati in episodi di aggressività e vandalismo. Certamente questi costituiscono soltanto fenomeni eccezionali, ai quali – grazie al cielo – si contrappongono anche esempi di impegno, amicizia e generosità; tuttavia è quanto mai necessario che i più giovani trovino in noi adulti persone che sanno proporre continuamente idealità forti, orizzonti ampi e cammini educativi da percorrere. Sappiamo bene che l’educazione è più ampia della mera “istruzione” e che il tempo della scuola – accanto al ruolo insostituibile della famiglia – rappresenta un’occasione unica per introdurre le giovani generazioni ad un sano e maturo rapporto con tutta la realtà: dal rapporto con sé stessi, a quello con gli altri, fino a quello con l’ambiente circostante. Papa Francesco, in un videomessaggio inviato in occasione di un incontro promosso e organizzato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica il 15 ottobre dello scorso anno, così si esprimeva a proposito della sfida educativa che ci sta di fronte: «Noi riteniamo che l’educazione è una delle vie più efficaci per umanizzare il mondo e la storia. L’educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione. L’educazione, quindi, si propone come il naturale antidoto alla cultura individualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell’io e nel primato dell’indifferenza. Il nostro futuro non può essere la divisione, l’impoverimento delle facoltà di pensiero e d’immaginazione, di ascolto, di dialogo e di mutua comprensione. Il nostro futuro non può essere questo. Oggi c’è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società. Ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l’esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo».  Carissimi, è tempo di guardare avanti con coraggio e con speranza, mettendo al centro di ogni processo educativo la persona, il suo valore, la sua dignità, così da far emergere la sua propria specificità, la sua bellezza, la sua unicità e, al tempo stesso, la sua capacità di essere in relazione con gli altri e con la realtà che la circonda, sostenuti dalla comune convinzione che nell’educazione abita il seme della speranza: una speranza di pace e di giustizia; una speranza di bellezza e di bontà; una speranza di armonia sociale. Un’ultima parola desidero rivolgerla agli insegnanti di religione cattolica. Mi auguro che possiate essere sempre, per i vostri colleghi e i vostri studenti, un fulgido esempio di quella passione educativa sopra richiamata, mostrando – nel vostro insegnamento, ma anche attraverso il vostro impegno e la cura rivolta ad ogni singolo studente – come la dimensione religiosa sia un fattore originario e costitutivo dell’esperienza umana che, quando autenticamente e profondamente vissuto, porta con sé un frutto di impareggiabile valore per lo sviluppo integrale della persona e la costruzione di una società più fraterna e rispettosa di tutti, non ultimo dell’ambiente in cui Dio ci ha collocato. Augurandovi un buon inizio di attività scolastica, di cuore vi benedico”. 

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