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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Fuma fuori dall’area riservata: licenziata, la Flai Cgil annulla il provvedimento contro la dipendente-sindacalista

La Flai Cgil: "Il reale motivo che ha determinato il recesso datoriale è da individuarsi nella volontà dell'azienda di liberarsi della dipendente che per prima aveva rivendicato i propri diritti rivolgendosi al sindacato”

Aveva fumato una sigaretta fuori dall’area riservata all’esterno dello stabilimento in cui lavorava: con questa motivazione, il 21 novembre 2019 una lavoratrice, delegata sindacale della Flai-Cgil Salerno, fu licenziata “per giusta causa” dalla direzione aziendale dello stabilimento Ortoromi di Bellizzi, a Salerno. Oggi, a distanza di due anni dal fatto, il Tribunale di Salerno, sezione Lavoro, con sentenza del 30 settembre 2021, pronunciata dal giudice del lavoro, Michela Doronzo, ha reintegrato la donna “in quanto il licenziamento è stato dichiarato nulla per insussistenza del fatto materiale contestatole e per la natura ritorsiva del licenziamento stesso perché – spiegano gli avvocati Rita Salzano e Giuseppe Lambiase, nominati dalla Flai-Cgil Salerno che ha sostenuto la lavoratrice nella battaglia legale - il reale motivo che ha determinato il recesso datoriale è da individuarsi nella volontà dell'azienda di liberarsi della dipendente che per prima aveva rivendicato i propri diritti rivolgendosi al sindacato”.

Parla il segretario generale Flai-Cgil Salerno, Alferio Bottiglieri

“Dopo due anni di battaglia legale, finalmente un giudice ha cristallizzato una verità che noi sapevamo essere l’unica fin dall’inizio: la nostra delegata fu licenziata per la sua attività sindacale all’interno dello stabilimento e non per aver semplicemente violato l’area riservata ai fumatori. Con questa sentenza, si stabilisce, una volta di più, che fare attività sindacale, difendere i diritti e le tutele di lavoratori e lavoratrici, non può e non deve essere motivo per un licenziamento per giusta causa.

Auspichiamo adesso che la lavoratrice rientri quanto prima al proprio di posto di lavoro, tornando a ricoprire mansioni e funzioni svolte fino alla data del suo ingiusto ed illegittimo licenziamento, e siano ripristinate corrette relazioni sindacali”. 
 

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