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Appalti pulizie all'Unisa, Sinistra Italiana attacca: "Solo silenzi dal Rettore"

Gli esponenti Angelo Orientale e Tonino Scala tornano sulla vertenza che riguarda il futuro dei lavoratori di un'azienda che opera nell'ateneo salernitano

Sinistra Italiana torna ad alzare il tiro sulla vertenza dei lavoratori dell’impresa di pulizia all’università di Salerno. Nonostante le due interrogazioni parlamentari presentate dal senatore Peppe De Cristofaro, infatti, non sarebbero stati compiuti passe in avanti. “Pure dinnanzi ad una presa di posizione forte degli studenti e dei loro organismi, da parte dei professori e “l’attenzione” che i sindacati dei dipendenti dell’università stanno avendo nel seguire con attenzione la vicenda i silenzi istituzionali del Rettore e della Fondazione Unisnei fatti dimostrano  tutto il loro disinteresse. Disinteresse non solo verso gli operatori di pulizia ma anche su questioni per noi di Sinistra Italiana di fondamentale importanza come: la trasparenza degli atti prodotti, la certezza di avere un servizio di qualità malgrado l’offerta risibile (ribasso del 40 %) con cui l’impresa ha vinto l’appalto, la verifica non solo della congruità dell’offerta ma anche della capacità manageriale e professionale dell’impresa”.

Per Angelo Orientale e Tonino Scala “una impresa del genere non può che continuare nel percorrere la strada intrapresa. E come era ampiamente prevedibile ha iniziato le “sue manovre” discriminando e tentando di isolare gli operai che più si sono “caratterizzati” per la difesa dei diritti dei lavoratori, per garantire all’intera comunità universitaria (studenti, docenti, lavoratori, ricercatori ecc.) un servizio alto e professionale, e per garantire a tutti i cittadini italiani che pagano le tasse che i loro soldi vengono spesi “con cognizione di causa”. Poi rivelano ciò che è accaduto a un loro esponente :”E’ notizia di queste ore che il compagno A. V., delegato sindacale della Fesica Confsal, ha ricevuto un ordine di servizio da parte dell’azienda che definirlo come un atto discriminatorio e vendicativo significherebbe utilizzare un eufemismo. Ovviamente il lavoratore in questione ha già “informato” gli organi universitari nella persona del Rettore e del presidente della Fondazione e gli organi istituzionalmente preposti”. Loro, comunque, prendono posizione: “Per noi di Sinistra Italiana l’azienda sta predisponendo la strada per arrivare a un licenziamento del lavoratore che ha il sapore non solo della vendetta ma che dimostra il vero volto di chi ha vinto l’appalto: il volto che mostra non è quello dell’imprenditore ma quello del “padrone” che grazie anche ai silenzi istituzionali è convinto che sulla vita dei propri dipendenti ha il potere assoluto e che nulla deve dire o dimostrare a tutti i cittadini della sua capacità di garantire il servizio per cui viene pagato”.

Di qui l’appello alle istituzioni: “Su tutto ciò la politica non può tacere. Su tutto ciò la comunità universitaria  degli studenti, dei lavoratori universitari e dei docenti non può assistere come dei semplici spettatori. Questa vicenda è un attacco ai diritti sindacali e dei lavoratori, questa vicenda fa rafforzare  nella Pubblica Amministrazione la logica degli dei Ccnl pirati e di comodo e precarizza e sottomette ancora di più il lavoro. Questa vicenda può diventare un primo momento di lotta vincenti contro le politiche opprimenti e di sacrifici  che i governi (Monti, Letta, Renzi) da anni portano avanti contro i giovani, i lavoratori, i precari. Ed è per questo che confermiamo con più convinzione che lavoreremo per costruire un fronte ampio e unitario di tutti i soggetti universitari. E’ nostra convinzione che oggi bisogna unificare le rivendicazioni e le lotte (dipendenti universitari, richieste degli studenti, vertenze dei lavoratori delle pulizie, dei servizi di portineria e quant’altro). Per questo crediamo che sia utile che le Confederazioni Sindacali aprino con una unica “piattaforma” la vertenza università e se è necessario anche con uno sciopero generale di tutti i comparti e i contratti in essere all’università. Al Magnifico Rettore che fino ad oggi è silente chiediamo pubblicamente se è a conoscenza (e quindi se risulta al vero) che questa impresa già prima del primo mese di servizio ha ricevuto dall’ispettorato del lavoro una “pesante” pena amministrativa per non aver rispettato atti formali e sostanziali verso i propri dipendenti. E in tal caso se non ritiene che “l’ammenda” stabilita da un organo ufficiale dello stato non sia un “campanello d’allarme” e che quindi non può continuare ad avere una voce afona?” concludono i due esponenti della sinistra salernitana.  

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