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Cronaca

Peculato, arrestati due funzionari della provincia di Salerno

Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato continuato ed aggravato. Indagate altre 21 persone, tra le quali dipendenti ed ex dipendenti dell'ente. I fatti verificatisi tra il 2005 e il 2009

Terremoto alla provincia di Salerno: gli uomini della guardia di finanza, si legge in una nota stampa del comando provinciale, hanno tratto in arresto due funzionari dell'ente e tre soggetti privati con l'accusa di peculato continuato ed aggravato. I cinque, si legge in una nota della guardia di finanza, "anche attraverso finte Onlus, si sono appropriati di un milione di Euro di contributi a fondo perduto dell'ente".

Nella conferenza stampa tenutasi presso il comando provinciale di Salerno, alla presenza del procuratore Franco Roberti, sono stati forniti ulteriori dettagli. I due funzionari della provincia di Salerno e i tre soggetti privati sono stati posti agli arresti domiciliari. I tre privati, si legge in una nota dei finanzieri, erano i beneficiari del denaro sottratto all'ente. Risultano inoltre indagate, precisa la guardia di finanza, altre 21 persone (otto persone attualmente in servizio presso l'ente, di cui due dirigenti, cinque dipendenti della provincia attualmente in pensione e altri otto soggetti privati), a carico delle quali sono state effettuate perquisizioni domiciliari e presso gli uffici di riferimento.

Più nel dettaglio, le attività investigative hanno evidenziato che la condotta tenuta da alcuni funzionari dell’ente ha consentito l’erogazione, negli anni dal 2005 al 2009 di contributi a fondo perduto, allo stato quantificati in circa un milione di Euro, in favore di privati e di ONLUS, per pseudo progetti ed iniziative, in realtà mai avvenuti, si legge nella nota dei finanzieri.

Nel dettaglio, "sono state disposte erogazioni in favore di associazioni ONLUS inesistenti (sprovviste di partita IVA) ovvero di associazioni di fatto inoperanti e create ad hoc per percepire contributi pubblici. Peraltro, le associazioni beneficiarie della gran parte dei contributi erogati sono risultate collegate, anche attraverso vincoli di parentela, a pubblici ufficiali in servizio presso l’ente provinciale di Salerno; le iniziative finanziate risultano non essere mai state realizzate, ovvero realizzate in minima parte; nel corso delle indagini non è stata rinvenuta la gran parte degli atti pubblici prodotti per l’erogazione dei contributi, né la documentazione giustificativa delle spese sostenute per la realizzazione delle iniziative finanziate dall’ente; sono state riscontrate gravi e reiterate violazioni alle norme poste a presidio della spesa pubblica e alle procedure contabili, tra cui l’utilizzo di impegni di spesa fittizi e/o perenti, di capitolo di bilancio assegnati ad altri settori dell’ente e stanziati per spese di tutt’altra natura".

Queste le iniziali dei soggetti posti agli arresti domiciliari:

- A. V., all'epoca dei fatti funzionario della provincia ed ora impiegato in un altro settore;

- M. G., funzionario dell'ente;

- B. M., dipendente delle Poste ed ex marito di M. G.;

- D. L. P. e P. S., rappresentanti di due associazioni Onlus di fatto inesistenti.

Contestualmente, con apposito decreto di sequestro preventivo emesso dalla procura della Repubblica di Salerno a carico dei 21 indagati, è stato disposto il sequestro di un ammontare di denaro corrispondente al profitto del reato, quantificato, allo stato, in circa un milione di Euro, nonché eseguito il sequestro - ex art. 12 sexies D.L. 306/1992 - dell’intero patrimonio di uno dei soggetti destinatari della misura restrittiva, essendo emersa una consistente sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato.

 

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