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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca Centro / Corso Giuseppe Garibaldi

Tentato furto al negozio di Corso Garibaldi: in manette il complice

E' finito in manette un 41enne di nazionalità georgiana, a seguito delle indagini svolte dal personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura

Arrestato il secondo uomo responsabile del tentato furto del 26 novembre, ai danni del negozio di elettronica di Corso Garibaldi. E' finito in manette un 41enne di nazionalità georgiana, a seguito delle indagini svolte dal personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura. Gli agenti la sera stessa del tentato furto hanno fermato un cittadino polacco, insieme ad altri due complici, tra i quali uno di etnia georgiana e l’altro irreperibile. I successivi accertamenti, per la identificazione dei due stranieri, hanno consentito ai poliziotti di accertare la posizione regolare del georgiano, in possesso di permesso di soggiorno, mentre per lo straniero che aveva esibito documenti di identificazione (patente e carta d’identità) rilasciati da autorità polacche, si è reso necessario procedere alla sua identificazione anche mediante la consultazione dei precedenti dattiloscopici in ragione della sussistenza di alcuni “alias”, tra i quali uno riferito ad un cittadino di nazionalità georgiana.

 

Per tali motivi gli agenti hanno proceduto al fermo di identificazione dell'uomo ed hanno svolto accertamenti più approfonditi con la collaborazione di un agente del Comando di Polizia Locale del Comune di Battipaglia, esperto nel falso documentale e già collaboratore del Gabinetto Interprovinciale di Polizia Scientifica di Napoli. L’accertamento tecnico eseguito sui due documenti sequestrati ha fatto emergere la loro effettiva contraffazione ed ha consentito di accertare l’effettiva nazionalità georgiana di K.T. che è risultato anche destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Napoli il 23 agosto, con i dati anagrafici connessi alla sua posizione di cittadino georgiano. E’ da porre in risalto, poi, che K. T., oltre ad essere stato trovato in possesso di documenti falsi, annovera a suo carico una serie di precedenti penali per reati contro il patrimonio, realizzati sistematicamente in concorso con altri connazionali, che mettono in evidenza la sua particolare pericolosità sociale. Inoltre, la non attendibilità del domicilio dichiarato, ha consentito, al di là di ogni ragionevole dubbio, di poter attribuire a K. T. lo stato di irregolare permanenza sul territorio nazionale. Le risultanze delle indagini hanno consentito al Pm di turno di disporre la misura dell’arresto e lo straniero è stato, pertanto, condotto presso il carcere di Fuorni, in attesa del giudizio per direttissima.

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