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Una fase della conferenza in Procura

Una fase della conferenza in Procura

Blitz dei Carabinieri, anche Anastasio in carcere: ecco i dettagli della Operazione Perseo

I militari della Compagnia di Battipaglia hanno dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misura restrittiva su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia: 14 persone in carcere, 1 ai domiciliari, 1 raggiunta da misura interdittiva

L'operazione Perseo è scattata alle prime luci dell'alba e ha interessato il territorio della provincia a Sud del capoluogo: Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano, Eboli, Campagna. Stamattina i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia, guidati dal capitano Eric Fasolino, hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misura restrittiva emessa dal Gip Indennimeo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Le indagini, condotte dal Sostituto Procuratore Marco Colamonaci insieme al collega Senatore, cominciate nel 2015, hanno accertato l'esistenza di un gruppo camorristico che operava a Sud di Salerno e che aveva in Enrico Bisogni, Sergio Bisogni e Francesco Mogavero i propri capi riconosciuti. "Il gruppo - ha spiegato il Procuratore aggiunto Erminio Rinaldi - affonda le proprie radici nel clan Pecoraro-Renna e s'è reso protagonista di numerosi episodi di estorsione e danneggiamenti, aggravati dalle modalità mafiose, compiuti in danno di imprenditori della Piana del Sele, impegnati nel settore finanziario, agricolo, dei trasporti e del noleggio di videogiochi".

"Atti intimidatori, caratterizzati da modalità talvolta efferrate - ha poi commentato Colamonaci nella conferenza svoltasi stamattina in Procura - alcuni dei quali lesivi dell'integrità fisica delle vittime". Ne sono stati individuati dodici e la Dda elenca quelli più importanti, documentati durante le attività d'indagine: "Il direttore di un'azienda di logistica aggredito a sprangate, costretto al ricovero in ospedale dopo la frattura alle gambe; un imprenditore agricolo aggredito con bombe molotov mentre era alla guida della propria autovettura; teste di maiale recapitate in giardino e un circolo ricreativo incendiato".

L'attività dei Carabinieri ha pure consentito di individuare una truffa aggravata organizzata da uno dei principali esponenti del clan. Avvalendosi della collaborazione di un consulente finanziario, già funzionario di banca (colpito dalla misura della restrizione agli arresti domiciliari), Francesco Mogavero riusciva ad ottenere l'erogazione di fondi europei per 250mila euro, stanziati dalla Regione Campania. A che scopo? La realizzazione di un impianto di cogenerazione a biomassa legnosa. L'impianto non è mai stato messo in funzione: era stato infatti lasciato a San Mango Piemonte, sul piazzale adiacente un impianto sportivo. Il Gip, a tal proposito, ha emesso un provvedimento di sequestro di 150mila euro, corrispondente alla prima trance di finanziamento già erogato. La resta somma, 100mila euro, è stata bloccata prima dell'erogazione, a seguito delle indagini compiute.

Restano da chiarire i retroscena che hanno portato all'arresto di Antonio Anastasio. Che c'entra con il gruppo camorristico che aveva compiuto estorsioni e danneggiamento nel territorio a Sud di Salerno? Indagini, appostamenti e soprattutto la denuncia di Luigi Bellino, consigliere comunale di maggioranza di Pontecagnano Faiano, hanno consentito ai Carabinieri di avviare indagini e individuare "Anastasio come mandante - dice la Procura - di un grave atto intimidatorio". "Bellino - spiega il procuratore aggiunto Rinaldi - era stato avvicinato da Francesco Mogavero e Maurizio De Martino e pesantemente minacciato per evitargli di partecipare alla seduta del consiglio comunale, datata 31 maggio 2016. La nostra attività evidenzia chiaramente il ruolo di Anastasio come mandante".

Seduta strategica, quella comunale che doveva saltare. Ecco perchè. "Era la seduta di approvazione del bilancio comunale - prosegue il capitano Eric Fasolino a capo della Compagnia di Battipaglia che ha condotto il blitz - Bellino era stato avvicinato e minacciato due volte. La prima volta, di sera, nei pressi della sua abitazione: gli era stato chiesto di passare all'opposizione. Una seconda volta, raggiunto in cantiere, gli fu detto che non sarebbe bastato passare all'opposizione ma avrebbe dovuto non presentarsi alla seduta comunale del 31 maggio". "Se non l'avesse fatto -. ha aggiunto Rinaldi - l'amministrazione sarebbe decaduta, circostanza confermata dal sindaco Sica, interrogato". In seguito alla denuncia, è stata avviata un'attività di presidio e controllo capillare a Pontecagnano "e nel giorno del consiglio comunale attenzionato - conclude Fasolino - abbiamo notato un controllo parallelo, di tipo parastale dei sodali del clan". "E' stata un'attività importante - conclude Neosi, il comandante provinciale dei Carabinieri - perché è stato decapitato il gruppo criminale egemone operante sul territorio a Sud di Salerno".

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