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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca Sacco

Suicidio di Jessica Sacco: chieste condanne per padre e fratello

I due familiari, accusati non della morte ma solo di maltrattamenti, contestavano il suo fidanzamento. E così la giovane si lanciò nel vuoto

Svolta nel processo sulla morte di Jessica Sacco, la ragazza di 22 anni che si tolse la vita il 15 marzo 2015 lanciandosi dal balcone della sua abitazione a Mandia, frazione del Comune di Ascea. La ragazza si sarebbe lanciata dal primo piano della sua abitazione mentre tra il padre e il fidanzato era scoppiata una nuova violenta discussione all'interno del bar gestito dalla famiglia, che sorge sul piano strada, al di sotto dell'appartamento nel quale abitava. Sembra infatti che la famiglia della ragazza fosse contraria a questa relazione. 

Il processo

Dopo quattro anni di udienze, ieri davanti ai giudici della Corte d'Assise di Salerno, il procuratore del Tribunale di Vallo della Lucania ha richiesto 3 anni di pena per il padre e 2 anni e 6 mesi per il fratello della vittima con l’accusa di maltrattamenti. Inizialmente era stata chiesta per loro la reclusione in carcere da 12 ai 24 anni. Il nodo cruciale è stata l’eliminazione dell’aggravante dell’evento morte e delle aggravanti legate a comportamenti abbietti e futili motivi. Ora, il prossimo 29 febbraio, l’avvocato della difesa proverà a far valere le ragioni dei suoi assistiti puntano all’associazione piena per entrambi. 

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