Attentato scuola Brindisi, manifestazione a Baronissi

Grande partecipazione alla marcia della legalità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

«Resistenza: ora e sempre».

È il Calamandrei-pensiero, citato da Giovanni Moscatiello, sindaco di Baronissi, a levare le braccia al cielo delle oltre mille persone che, stamane, hanno partecipato alla marcia della legalità promossa dal Comune e dal Comitato per la Legalità. Una fiumana colorata assiepata su corso Garibaldi. Studenti di tutte le scuole del territorio, associazioni, commercianti, imprenditori, sindacati, rappresentanti del mondo ecclesiastico, immigrati, famiglie, bambini, istituzioni: un’intera comunità stretta attorno a Melissa Bassi, la giovane vittima della strage di Brindisi, e unita nel nome della cultura della legalità, della non-violenza, della solidarietà, dell’insegnamento di Falcone e Borsellino nel giorno in cui si celebra il ventennale della loro morte.

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«La comunità di Baronissi ha dato una grande prova di forza e maturità – ha detto il sindaco Giovanni Moscatiello – questa è una manifestazione che la città ricorderà per molto tempo perché ha saputo dar prova della sua unità e della sua voglia di difendere la scuola, i nostri figli, in un momento delicato e triste, di panico e di terrore causato dal vile attacco all’istituto “Morvillo-Falcone” di Brindisi. L’attacco alla scuola di Brindisi, qualunque sia la matrice, è un attacco a tutte le istituzioni scolastiche, ai nostri figli, alla società civile sana e onesta, ha ripetuto il primo cittadino. E riferendosi all’arresto dei sette presunti usurai di Baronissi e Fisciano compiuti l’altro ieri dai carabinieri ribadisce: «Ora abbiamo un numero di telefono dedicato per tutte quelle famiglie che sono in momentanea difficoltà: non vi lasceremo soli. Abbiate il coraggio di chiamarci e di denunciare gli strozzini, con il vostro aiuto li prenderemo tutti».

Un corteo silenzioso partito dal piazzale della scuola media “Villari” e sfilato lungo corso Garibaldi prima di approdare in piazza della Repubblica accolto dalla musica e dalle parole di Fabrizio Moro. Saracinesche abbassate, uffici e negozi chiusi per due ore, così come stabilito nell’ordinanza n.17 del sindaco «per consentire la massima partecipazione a tutti all’iniziativa».

«Abbiamo il diritto di stare a scuola senza paura», scrivono i ragazzi delle Medie con le bombolette spray sui lenzuoli. «Chi ha paura muore ogni giorno», fanno eco gli studenti delle Superiori. E ancora: «Voglio i nomi di chi si impegna a fare i conti con la propria vergogna» (Forum dei Giovani), «I commercianti, gli artigiani e gli imprenditori uniti contro le mafie».

Melissa ha il volto pulito e la voce ferma di Valeria De Chiara, 18 anni, borsa a tracollo, rappresentante del Forum dei Giovani di Baronissi. Cita Hobbes e la dicotomia uomo-animale, arringa la piazza all’urlo: «noi non ci arrendiamo». Insieme a lei, Ester e Rosa: la prima scandisce a voce alta il messaggio del Ministro Profumo agli studenti d’Italia; la seconda addolcisce con lo sguardo le parole di cordoglio per la 16enne di Brindisi. Sul palco intervengono i rappresentanti della società civile e ecclesiastica di Baronissi: Aldo Giusti, presidente del Comitato per la Legalità, Ciro Amaro, in nome di tutti i dirigenti scolastici, Nicoletta Barrella, in rappresentanza delle associazioni, don Nello Senatore, voce di tutti i parroci della comunità, il sindacalista Luigi Ciancio con i suoi operari mobilitati da settimane sul raccordo autostradale Sa-Av al grido di “Si-Sav”.

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