Cronaca

Atto aziendale del Ruggi, le sigle sindacali scrivono a Caldoro e Viggiani

Missiva al governatore campano e al direttore generale dell'ospedale di Salerno firmata da Margaret Cittadino, Pietro Antonacchio e Raffaele Albano

Continua la polemica sul nuovo atto aziendale dell’ospedale Ruggi d’Aragona. Le segreterie territoriali di Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl, guidate da Margaret Cittadino, Pietro Antonacchio e Raffaele Albano hanno inviato una lettera al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al direttore generale dell’azienda ospedalieria universitaria Vincenzo Viggiani e alle rispettive segreterie regionali per esprimere la loro posizione sulla vicenda.  “La costituzione della nuova azienda – spiegano - non può prescindere dalla certezza dei finanziamenti, finalizzati al perseguimento della mission assistenziale e al contestuale raggiungimento degli obiettivi di didattica e di ricerca, la qualcosa non può non prescindere dal recupero delle risorse un tempo assegnate ai presidi ospedalieri che, attualmente, insieme al Ruggi costituiscono le sedi assistenziali della neonata azienda ospedaliera universitaria”.

Poi evidenziano come il Pofa (Piano di Organizzazione e Funzionamento Aziendale) "non può esprimere compiutamente sul piano organizzativo quanto ipotizzato nella fase di impostazione del piano aziendale da parte della direzione generale e che il processo di riconversione della vecchia azienda ospedaliera nella nuova azienda ospedaliera universitaria, se non supportato da coerenti momenti di riqualificazione, razionalizzazione e verifica delle linee di attività preesistenti, percorsi necessariamente da realizzare attraverso un piano aziendale attuativo, rischia di frammentare i processi assistenziali e di creare inopportune fasi di inefficienza assistenziali”.

Per Cittadino, Antonacchio e Alfano è necessario “rafforzare quanto affermato e condiviso dalla direzione generale in sede di presentazione dell’atto aziendale ed espressamente inserito nel documento, di pervenire ad un confronto sulle linee di attività in essere della vecchia azienda ospedaliera per una revisione delle scelte organizzative operate in questa fase gestionale, alla luce della costituzione dei percorsi assistenziali integrati, in risposta alle specifiche domande di salute della popolazione ed alle specifiche esigenze didattiche e di ricerca. Come appare oltremodo necessario accelerare l’emanazione di linee guida regionali per sostenere la elaborazione di piani attuativi degli atti di programmazione degli enti, al fine di far coincidere nel concreto la realizzazione del processo al soddisfacimento del fabbisogno assistenziale delle comunità di riferimento”.

Le organizzazioni sindacali hanno richiesto alla direzione generale uno specifico confronto sulle dotazioni organiche per una "corretta rispondenza tra obbiettivi e risorse e sollecitano la Regione e l’azienda ospedaliera universitaria a fare altrettanto per l’Asl, uno specifico tavolo regionale di riequilibrio delle dotazioni organiche regionali e di provvedimenti urgenti di reclutamento di personale nelle aree critiche, per avviare quel percorso di riorganizzazione complessiva delle rete di servizi ospedalieri della provincia, processo consentito dal riequilibrio finanziario realizzato dalla attuale gestione regionale, di cui, per le specificità territoriali più volte richiamate da queste segreterie, l’azienda ospedaliera universitaria di Salerno è parte fondamentale".

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