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L'università di Salerno

L'università di Salerno

Aumentano i prezzi alla mensa dell'Unisa: la denuncia della Cisl

Il sindacato prende le difese dei lavoratori e critica i vertici dell'ateneo salernitano. Il segretario generale Pasquale Passamano: "Pronti a manifestare il nostro disappunto"

L'anno nuovo inizia con un'amara sorpresa per i circa 2mila dipendenti (tecnici-amministrativi, ricercatori e docenti) dell'Ateneo salernitano. Lo scorso 7 gennaio – fanno sapere dalla Cisl - il personale che si è recato in mensa, per consumare il solito pasto, ha dovuto pagare per il pranzo completo: 7.80 euro a fronte dei 5.80 euro pagati fino a dicembre e previsti dalla convenzione sottoscritta il 19 dicembre 2011 tra l'università degli Studi di Salerno, all'epoca guidata dal Rettore Raimondo Pasquino e l'Edisu presieduta dal professore Antonio Piccolo. I vertici dell'Adisu ora, con un provvedimento ad hoc, avrebbero applicato un incremento economico del costo del pasto pari al 35%.

Di qui l’ira del segretario generale della Cisl-Università Pasquale Passamano: “Oltre ad avere molte perplessità dal punto di vista formale, ritengo fortemente penalizzante un incremento di tale portata per tutti i dipendenti dell’università. Il tutto si è concretizzato senza il coinvolgimento degli organi accademici statutari dell'Ateneo (Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico) e delle organizzazioni sindacali presenti nel comparto università”. Venerdì 8 gennaio, la segreteria generale della Cisl Università di Salerno, ha incontrato i vertici dell'Ateneo salernitano, il Rettore Aurelio Tommasetti, il ProRettore Antonio Piccolo e il direttore generale Attilio Bianchi, per ribadire il proprio disappunto rispetto alle disposizioni poste in essere dall'Adisu e chiedere di porre in essere tutto quanto necessario per ristabilire le condizioni previste dalla vigente convenzione

Il sindacato ha chiesto, inoltre, di rivedere tutte le convenzioni tra l’università e l’Adisu (residenze, borse di studio e servizio mensa) prossime alla scadenza per iniziare a lavorare eventualmente su ipotesi di completamente diverse da quelle attuali e prendendo in considerazioni anche soggetti diversi dall'Adisu. “Perché – spiega Passamano - se il primo risultato dell'esternalizzazione del servizio mensa ha prodotto un aumento del 35% del costi dei pasti per i dipendenti, viene da pensare che esternalizzare i servizi non è sempre conveniente. Siamo pronti – conclude - a manifestare tutto il nostro disappunto sia nei prossimi incontri previsti con il Rettore che nelle prossime adunanze del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico, attraverso i nostri rappresentanti”.  
 

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