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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca Tramonti

Acque industriali nel torrente, sequestrato autolavaggio a Tramonti

Le acque reflue dell'attività, senza alcuna autorizzazione e depurazione, finivano nel torrente Regina Major. Denunciato il titolare

Acque reflue industriali non depurate sversate nel torrente Regina Major: scattano i sigilli per un autolavaggio annesso ad una officina meccanica a Tramonti, in costiera Amalafitana. Il legale rappresentante e titolare dell'autolavaggio è stato denunciato alla magistratura. L'operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Salerno nella persona del sostituto procuratore Maria Carmela Polito e guidata dal procuratore Franco Roberti, è scattata in seguito al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Donatella Mancini.

Nel corso di controlli eseguiti dai carabinieri del nucleo operativo ecologico salernitano - diretto dal capitano Giuseppe Ambrosone - unitamente ai militari della stazione di Tramonti e della compagnia di Amalfi, hanno scoperto che il titolare dell'autolavaggio effettuava ovvero consentiva lo scarico delle acque reflue industriali prodotte dall’attività esercitata ed in particolare le acque di lavaggio miste a residui di idrocarburi che dapprima recapitavano sul suolo in violazione al prescritto divieto e poi, per ruscellamento, tra l’altro senza essere sottoposte ad alcun trattamento preventivo, si immettevano in una griglia di raccolta delle acque piovane che recapitava nel vallone sottostante e nel fiume Regina Major, in assenza della prescritta autorizzazione di legge".

In occasione del sopralluogo i militari hanno appurato che solamente una parte delle acque reflue dell'autolavaggio veniva raccolta in vasche interrate, mentre la restante parte - attraversato il vallone sottostante - finiva nel corso d'acqua Regina Major. Acque che, contenendo residui di idrocarburi, possono essere classificate come acque reflue industriali. Il titolare dell'autolavaggio annesso all'officina è stato quindi indagato per violazione al codice dell'Ambiente.

 

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