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Cronaca

Bancarotta fraudolenta: nei guai una società per la raccolta di rifiuti, 3 indagati con un sequestro per 754.573,25 euro

Le accuse attengono al fallimento di una società consortile a responsabilità limitata, operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, con numerose commesse presso vari comuni delle province di Salerno e Caserta

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, in azione, alle prime luci di questa mattina. Le fiamme gialle hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 3 indagati, emessa, su richiesta della Procura, dal Gip del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo. Bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (per le quali, giova evidenziare, vige la presunzione di innocenza, ex D.lgs. n. 188/2021, fino a sentenza definitiva di condanna passata in giudicato): queste le accuse che attengono al fallimento di una società consortile a responsabilità limitata, operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, con numerose commesse presso vari comuni delle province di Salerno e Caserta.

Il sistema

In particolare, attraverso l’analisi e l’esame della documentazione contabile e dei bilanci della fallita, nonché all’esito di numerosi riscontri eseguiti presso i soggetti con cui erano stati intrattenuti rapporti commerciali nel corso degli anni, è stato possibile accertare, secondo la prospettazione accusatoria, condotte penalmente rilevanti a carico degli amministratori succedutisi nel tempo nella direzione della società consortile. In relazione all’ipotesi di bancarotta documentale, gli indagati avrebbero tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non permettere la ricostruzione del patrimonio della fallita, riportando nell’attivo dello stato patrimoniale numerosi crediti divenuti non più esigibili, omettendo una svalutazione degli stessi e ritardando, contestualmente, l’emersione del dissesto. Nello stesso ambito, sarebbero stati eseguiti pagamenti preferenziali a beneficio di creditori non privilegiati, danneggiando il restante ceto creditorio rappresentato prevalentemente da ex dipendenti e dall’erario, in un periodo in cui era già conclamato lo stato di insolvenza nonché atti fraudolenti, da parte di uno dei tre indagati, per impedire la procedura di riscossione coattiva ad opera dell’Agenzia delle Entrate. Con riferimento alla distrazione di beni, le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria hanno permesso di non rilevare tra gli asset sui quali soddisfare le pretese creditorie sette tir, quattro auto(di cui una di lusso) e somme di denaro per un importo complessivo di 754.573,25 euro.

I provvedimenti

Scattata, dunque, la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per la durata, rispettivamente, di 12 mesi, 8 mesi e 6 mesi, nonché il sequestro preventivo, diretto e nella forma per equivalente, dei mezzi (tra cui anche un’autovettura di lusso) e delle somme di denaro fino alla concorrenza di 754.573,25 euro.

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