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Voto sul bilancio a Baronissi, ma aveva conflitto d'interessi: a processo ex calciatore

Un documento che regolava e approvava le rette e le tariffe dei servizi comunali a Baronissi, «che interessava ad ampio spettro l’associazione di cui la consorte era presidente». L'ex consigliere comunale "doveva astenersi"

Sarà processato per abuso d'ufficio, non essendosti astenuto da un voto sulle tariffe comunali, un ex consigliere comunale di Baronissi, oltre che ex calciatore. Il processo per lui partirà il prossimo 27 maggio. Sullo sfondo, c'è l’approvazione del bilancio di previsione e il documento unico di programmazione per gli anni 2018-2020, da parte del consiglio comunale, con il voto favorevole fornito dal consigliere sulla delibera numero 5, il 26 febbraio 2018.

Le indagini

Un documento che regolava e approvava le rette e le tariffe dei servizi comunali, «che interessava ad ampio spettro l’associazione di cui la consorte era presidente», con l’obbligo di astensione previsto dalla legge. L'ex esponente politico, secondo le accuse, pur a conoscenza dell’obbligo di astensione previsto, nella sua qualità di incaricato di un pubblico servizio, avrebbe procurato un conseguente vantaggio patrimoniale, in violazione di norme di legge o regolamenti, ad una sua diretta familiare. In questo caso la moglie, che ricopriva la carica di presidente di una società sportiva di calcio. L'imputato, invece, ricopriva la carica di segretario-cassiere. «Il consigliere aveva il compito - si legge nell'informativa dei carabinieri - di indirizzo e controllo amministrativo, assumendo nel contempo la qualifica di membro di un organismo che viva delle sovvenzioni del comune di cui è amministratore», così da entrare in conflitto con la imparzialità nella gestione della cosa pubblica rispetto agli interessi privati.

Le dimissioni

Il consigliere si era dimesso dalla sua carica in seno all’associazione sportiva, incorrendo in una violazione rappresentata dal voto favorevole espresso il 26 febbraio 2018. Ma da quel voto avrebbe dovuto astenersi. Le verifiche fatte in seguito spinsero la procura ad aprire un fascicolo d'indagine, poi con la richiesta di rinvio a giudizio accolta dal gup in fase preliminare. 

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