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Baronissi, oro rubato e poi provato a rivendere: in due rischiano il processo per estorsione

A chiedere il rinvio a giudizio per un nocerino e un uomo di Vietri sul Mare è la procura di Nocera Inferiore

Sono due le persone che rischiano il processo per tentata estorsione e ricettazione di gioielli, oro e oggetti preziosi, materiale rubato in un'attività di compro oro a Baronissi. A chiedere il rinvio a giudizio per un nocerino e un uomo di Vietri sul Mare è la procura di Nocera Inferiore.

Le accuse

I due avrebbero tentato un cavallo di ritorno contattando il proprietario di una collanina d’oro giallo con madonnina, per farsi consegnare un prezzo di restituzione di 670 euro, e di aver detenuto dei beni oggetti di furto, in particolare una catenina d’oro con ciondolo e madonnina, del peso di 22 grammi, risultata rubata, in ragione di una denuncia sporta da parte del proprietario. Il capo d’accusa principale riguarda il riciclaggio di una ampia partita di materiale prezioso risultato provento di furto, con un elenco di beni di provenienza delittuosa «detenuti privi di scheda identificativa del bene e del soggetto che l’ha rivenduta all’attività di compro oro». La lista comprende un ciondolo da un grammo, anelli e orecchini per venti grammi di peso, oggetti in oro giallo e bianco tra anelli, collane e ciondoli e monili vari per oltre 300 grammi complessivi.

Le indagini sull'attività

Le indagini condotte dalle forze dell'ordine a Baronissi verificarono anche la regolarità dell'attiività di Baronissi, con la sospensione per sessanta giorni della licenza con provvedimento emesso dal questore di Salerno. Il procedimento penale attuale vi si ricollega, perché l’attività commerciale della Vale dell’Irno, avrebbe commercializzato preziosi rubati, in seguito ad una sequenza di numerosi furti in abitazione in città e provincia. A luglio scorso le attenzioni degli investigatori della Squadra mobile si concentrarono su quell'esercizio, le cui modalità operative avevano destato sospetti. Alcuni di quegli oggetti preziosi non erano stati registrati. Al centro dei sospetti erano finiti alcuni monili d’oro, il cui furto era stato denunciato in un’abitazione della provincia di Salerno, con la controprova che alcuni di essi erano stati rubati, con relativa denuncia, per i quali il titolare dell’attività non aveva effettuato nessuna registrazione. Ad aggravare ulteriormente la posizione del titolare era infine spuntata anche la richiesta alla vittima del furto di una somma di denaro per ottenere la restituzione degli oggetti rubati. 

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