Uccise l'ex amico ed imprenditore a colpi di fucile, chiesto rito immediato

E' stato chiesto il giudizio immediato per Vincenzo Magliacano, accusato dell'omicidio volontario e premeditato di Biagio Capacchione, imprenditore di 63 anni, ucciso sotto casa della madre, il 27 dicembre scorso

E' stato chiesto il giudizio immediato per Vincenzo Magliacano, accusato dell'omicidio volontario e premeditato di Biagio Capacchione, suo ex amico ed imprenditore, di 63 anni, ucciso sotto casa della madre, il 27 dicembre scorso, con due colpi esplosi dall'indagato con un fucile a canne mozze. La procura di Nocera Inferiore contesta all'uomo anche di aver alterato l'arma e di essersi servito della macchina di un cliente, ferma nella sua officinae per riparazioni, per recarsi presso casa della vittima, a Baronissi. 

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Il rapporto tra i due

I due erano stati amici di vecchia data, poi i rapporti si sarebbero interrotti per almeno quattro anni. Dopo aver sparato a Capacchione, Magliacano fu trovato dai carabinieri in stato confusionale, sulle montagne di Fusara, all’interno di un casolare. L'uomo ammise il delitto, che sarebbe stato a sua volta generato da un clima di persecuzioni e dicerie, di cui lo stesso si sentiva vittima, e che avrebbe minato la sua stabilità lavorativa. In particolare, della possibile revoca di una commessa per la manutenzione di alcuni mezzi per un'associazione di volontariato. Un clima di dicerie che sarebbe stato alimentato anche dalla vittima, seppur la famiglia di quest'ultima abbia negato tutto. Magliacano avrebbe temuto anche di una denuncia, che non fu mai fatta, ma che gli avrebbe causato un peggioramento del suo stato emotivo. Per il quale sarebbe stato sottoposto anche a delle cure specifiche. Una volta davanti al gip, che valuterà gli elementi della procura per il rito immediato, l’indagato potrà scegliere di essere giudicato in un processo o con un rito abbreviato.    

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