Cronaca

Nocera, "mazzetta" per evitare pignoramenti: per la Cassazione fu legittimo l'arresto

L'episodio venne a galla proprio in contemporanea all'arresto di un 30enne di Baronissi, a febbraio scorso, che fu delegato per prendere il denaro dalla vittima-imprenditore. Soldi che servivano ad evitare dei pignoramenti, in una procedura dinanzi al tribunale di Nocera

Le ragioni che hanno indotto gli operanti a procedere all'arresto in flagranza erano legittime, lo dice la Cassazione che ha depositato le motivazioni dell'annullamento dell'ordinanza di mancata convalida del gip per un uomo di Baronissi, arrestato nell'inchiesta per tangenti alla sezione civile del tribunale di Nocera Inferiore

Le accuse

Gli elementi presentatisi alla p.g. della Guardia di Finanza, richiamati dai giudici della Cassazione, riguardavano la "consegna del denaro nel luogo concordato con la persona offesa, le modalità di fissazione dell'appuntamento, il rinvenimento del denaro in possesso dell'indagato, la registrazione del colloquio", senza considerare i precedenti accertamenti sulle dichiarazioni del denunciate svolte dagli investigatori. Si tratta, scrive la Cassazione, di "circostanze che, valutate unitamente alla consegna del denaro ed alle affermazioni dell'indagato, risultanti dal colloquio deponevano per la sussistenza del reato e per la reiterazione delle consegne di denaro all'indagato, quale emissario dei pubblici ufficiali denunciati". I giudici ricordano che si tratta di una fase oramai esaurita, "nella quale il giudice di merito dovrebbe limitarsi a statuitre formalmente la correttezza dell'iniziativa a suo tempo assunta dalla p.g. e la legittimità dell'arresto - e quindi - l'esistenza dei presupposti che avrebbero giustificato la relativa convalida, già riconosciute da questa Corte con la precedente decisione". La posizione dell'uomo fu poi valutata al Riesame, che disposero i domiciliari per un avvocato e curatore fallimentare, ritenuto elemento chiave nell'ambito di una procedura esecutiva immobiliare incriminata, acusato di concussione in concorso, con una originarioa misura interdittiva a carico di un terzo indagato, un perito, anche lui coinvolto nella vicenda. L'episodio venne a galla proprio in contemporanea all'arresto di un 30enne di Baronissi, a febbraio scorso, che fu delegato per prendere il denaro dalla vittima-imprenditore. Soldi che servivano ad evitare dei pignoramenti, in una procedura dinanzi al tribunale di Nocera

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