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Battipaglia, sfrattati da casa: la madre minaccia di bere acido

Da oggi la signora F.V. sta protestando davanti al Comune di Battipaglia minacciando di bere una bottiglia di acido nel caso non fosse ricevuta dallo stesso ente

Da domani una famiglia battipagliese potrebbe non avere più un tetto sulla testa a causa di uno sfratto esecutivo che verrà attuato il 23 aprile 2015. La famiglia D.F. negli ultimi 3 anni ha tirato avanti grazie all'aiuto di persone generose che hanno preso a cuore il loro caso ma, non possono più permettersi l'affitto dell'umile casa in cui si trovano. Da oggi la signora F.V. sta protestando davanti al Comune di Battipaglia minacciando di bere una bottiglia di acido nel caso non fosse ricevuta dallo stesso ente. Già dal 14 aprile, infatti, la situazione della famiglia è nota al Comune grazie ad una lettera protocollata in cui si chiede all'ente di trovare una soluzione.

"La crisi economica di questi anni ha fatto si che la famiglia D.F. in questi ultimi non sia riuscita a pagare l'affitto della loro umile casa, anche se la cifra non era di quelle altissime - si legge nella lettera scritta da Vincenzo Nobile, Ivano Esposito, Domenico Plaitano e Assunta Germano, alcuni dei cittadini che si sono interessati alla vicenda - Inoltre tra pochi giorni il tribunale provvederà allo sfratto, e precisamente il 23/04/2015. Dopo quel giorno cosa faranno? Si troveranno in mezzo alla strada? Stracciando ancor di più quel po' di dignità che gli era rimasta? Da una istanza fatta al Comune dalla Famiglia Di Francesco a Marzo 2015 con protocollo 21685 gli è stato proposto verbalmente dai servizi sociali, un mese di albergo a spese del Comune, Ma dopo? Se le cose non cambiano? Questa famiglia dove andrà a stare? Ormai il Signor D.F. è crollato da tempo in una profonda depressione - continuano  nella lettera - la Signora V. si trova anche lei in una situazione bruttissima come se il mondo gli crollasse a dosso, la giovane figlia non riesce a trovar lavoro, vanno ormai avanti da anni con la solidarietà di alcune famiglie. Ormai la loro morosità, di tipo incolpevole nei confronti dei padroni di casa, per loro è diventata ingestibile, ma ci rendiamo conto che forse il costo di un mese di albergo è molto più di un anno del loro fitto di casa. Forse un vostro intervento scongiurerebbe questo sfratto, oppure potreste fare di più se ci sarebbero le condizioni per ospitarli in un alloggio popolare. Ormai rimaniamo a voi fiduciosi - concludono i quattro - in quanto la dignità di questa famiglia è continuamente minata da situazioni così spiacevoli, persone oneste e umili che se avessero avuto la possibilità di pagare lo avrebbero fatto senza problemi, ma ormai questo imminente fratto li ha indeboliti ancor di più, lasciandosi andare, verso quell'ultimo passo che si chiama suicidio".

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