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Il cagnolino liberato

Il cagnolino liberato

Bellizzi, liberato dalla schiavitù un cucciolo di pastore tedesco

L’animale, alla vista degli agenti, come se avesse immediatamente inteso della sua imminente liberazione, preso dalla gioia, ha iniziato ad esultare saltellando in continuazione esternando la sua felicità

Continuano le operazioni delle Guardie Giurate Particolari Zoofile, di nomina prefettizia ed appartenenti al Nucleo Provinciale Guardie Zoofile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Salerno, per controllare in quali condizioni vengono tenuti gli animali ed in modo particolare i cani, anche per via delle numerose segnalazioni pervenute. E’ di sabato 19 marzo l’ultima operazione portata a termine grazie all’ausilio degli agenti del comando di Polizia Municipale di Bellizzi, che ha consentito di “liberare” dalla schiavitù un cucciolo di pastore tedesco di appena otto mesi, femmina, abilmente nascosto nei pressi dell’isola ecologica tra il cavalcavia e le case popolari del Comune di Bellizzi, detenuto a catena corta fissata nel suolo e avente come unico riparo la struttura di un frigorifero divelto.

L’animale, alla vista degli agenti, come se avesse immediatamente inteso della sua imminente liberazione, preso dalla gioia, ha iniziato ad esultare saltellando in continuazione esternando la sua felicità. Una volta accertate le condizioni etologicamente incompatibili con la natura dell’animale, il cane è stato immediatamente prelevato e trasferito presso una struttura idonea del Nucleo Guardie per ulteriori accertamenti, anche di natura sanitaria, ma soprattutto finalizzati alla individuazione del proprietario del cane che sarà denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di maltrattamento di animali.

“Più volte abbiamo avuto modo di constatare che le condizioni di detenzione in cui vivono gli animali sono assolutamente difformi da quanto stabilito nelle normative vigenti”, ha dichiarato Giovanni D’Auria, guardia zoofila del Nucleo Provinciale della Lndc. di Salerno. “E’ bene,  dunque, che, oltre ai volontari di associazioni protezionistiche di animali anche i  Comuni e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine diffondano i principi della corretta detenzione degli animali, al fine di scongiurare il verificarsi di episodi simili e di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica alla luce della mutata concezione degli animali da semplici beni mobili ad esseri senzienti”.

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