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Infiltrazioni criminali nel trasporto degli infermi e morti: arrestato Roberto Squecco

Sequestrati beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro. Squecco fu condannato in passato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, accusato di aver cercato di riscuotere un prestito usuraio

Un blitz della Polizia di Stato riguardo le infiltrazioni nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri ha portato all'arresto, stamattina, del noto imprenditore Roberto Squecco, di Capaccio Paestum. E' finito nei guai insieme ad altrre dieci persone. Arresti domiciliari per l'ex moglie di Squecco, Stefania Nobili, consigliere comunale e capogruppo di maggioranza, M.S., D.P., G.D.A. D.S., A.S., M.M. Divieto di dimora per G.M., ex responsabile dell'Unità Emergenza-Urgenza dell'Asl di Salerno. La maxi-operazione ha portato al sequestro di un terreno di 4600 mq a Zimbor, in Romania. Sono stati confiscati altri beni e immobili in Cilento e riconducibili a Roberto Squecco.

Doppio binario

"Non solo catture e arresti ma anche sequestro preventivo per 16 milioni di euro - spiega Franco Messina, direzione centrale Anticrimine -, sulla base di una richiesta formulata dal Questore e dal Procuratore della Repubblica e sulla base di una valutazione di pericolosità penale. In contemporanea agiamo penalmente e sul profilo della prevenzione. Attingiamo, in questo modo ad una parte di patrimonio maggiore, perché utilizziamo il Codice antimafia e riusciamo ad andare oltre i limiti del procedimento penale. Per la prima volta applichiamo una misura di prevenzione anche in territorio estero, grazie ad una direttiva che è entrata in vigore lo scorso dicembre e che ci consente di agire direttamente all'estero. Ciò vuol dire che il problema della delocalizzazione dei patrimoni mafiosi - le mafie investono all'estero - può essere efficacemente combattuto. Salerno, da questo punto di vista, è stata innovativa. Auspichiamo che questo sistema di azione su doppio binario possa essere applicato anche da altre Procure".

Il personaggio

L'uomo in passato era stato già stato raggiunto da una interdittiva antimafia, confermata anche dal Consiglio di Stato. Squecco fu condannato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, accusato di aver cercato di riscuotere un prestito usuraio attraverso la manovalanza e la protezione del clan Marandino. Adesso nuovi guai per lui. Ci furono polemiche e accuse anche in occasione del corteo di ambulanze per festeggiare l'elezione a sindaco di Franco Alfieri. La genesi dell'indagine: "Il carosello delle ambulanze ha evidenziato criticità, innanzitutto in merito alla disponibilità di mezzi per il cui uso esisteva un rapporto di convenzione con le Asl - spiega il Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli - Era venuta meno in seguito allo svolgimento di questa manifestazione. Abbiamo fatto indagini sulle associazioni alle quali appartenevano le ambulanze". In seguito, l'indagine si è unità "ad altre attività - prosegue la Procura - condotta dalla Polizia di Stato che individuavano Squecco, già destinatario di precedenti provvedimenti di condanna da contiguo alla criminalità organizzata, c'è stato un approfondimento relativo ai beni posseduti e abbiamo proceduto con un sequestro preventivo. Il sindaco di Capaccio Paestum non è incluso in questo provvedimento. Abbiamo visto anche foto e filmati del corteo di ambulanze: una cosa mai capitata prima, piuttosto curiosa. E' nota, d'altra parte, la fantasia della criminalità organizzata".

Le accuse

Intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d'ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Undici persone in custodia cautelare: questo è il risultato del blitz della Polizia di Stato riguardo le infiltrazioni nel settore del trasporto infermi e delle onoranze funebri. La Squadra Mobile della Questura di Salerno, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica Distrettuale di Salerno ha eseguendo l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore di Capaccio Paestum e di altre 10 persone. La Divisione Anticrimine della Questura, contestualmente, ha eseguito un provvedimento di sequestro di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Salerno, concernente beni di associazioni di soccorso pubblico e ulteriori assetti societari per un valore di circa 16 milioni di euro.

Parla  Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia:

"Esprimo le mie congratulazioni per l'operazione di Salerno che ha portato agli arresti di 11 persone responsabili a vario titolo di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d'ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Ringrazio il procuratore di Salerno Borrelli, il questore Maurizio Ficarra, la squadra mobile di Salerno, lo Sco diretto da Fausto Lamparelli e lo Sca diretto da Giuseppe Linares.

Un'operazione che mette in luce la cronicità dell'attività criminale che lucrava anche sul trasporto degli infermi. Più volte ho ripetuto che le mafie non hanno nessun onore, e questo tipo di operazioni mostra il volto piu' brutale delle stesse attivita' criminali. Profittare del dolore, ecco, di questo e' capace la criminalità organizzata, questo fanno le mafie. Mi auguro che la cittadinanza abbia sempre un moto di rigetto denunciando e avversando questo cancro della società civile".

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