Cronaca

Acerno, amputata la mano a Mario Vece. La madre: "Vivo nell'angoscia"

L'artificiere salernitano rimasto ferito durante l'esplosione di una bomba in via Leonardo da Vinci, a Firenze, è ancora ricoverato in prognosi riservata. Il sindaco Sansone invia una lettera al suo collega di Firenze

Foto Firenzetoday

Sono stabili le condizioni di Mario Vece, l'agente di polizia originario di Acerno gravemente ferito all'alba di Capodanno dallo scoppio di un ordigno davanti alla libreria Il Bargello, in via Leonardo Da Vinci, non lontano da piazza Libertà a Firenze. Lo comunica il Cto dell'ospedale di Careggi, dove l'artificiere è ricoverato in terapia intensiva e "sedato come normalmente avviene a seguito di interventi chirurgici", spiegano fonti mediche. La prognosi rimane comunque riservata, per il completamento delle cure successive agli interventi eseguiti e al relativo percorso assistenziale. Il poliziotto, 39enne con due figlie, è stato operato per le gravi lesioni riportate: ha perso la mano sinistra, che gli è stata amputata, ed è stato operato all'occhio destro, che versa in gravissime difficoltà e che è stato dato per perso fin dai primi momenti successivi allo scoppio.

Intanto ad Acerno, paese della provincia di Salerno dove vivono i suoi genitori la madre dell’artificiere parla con i cronisti e racconta: “L'ho saputo da mia nuora, la mattina stessa, al telefono – dice la signora Carmela Pellicano – È stato terribile. Per una mammai figli sono tutto. Ho un’angoscia addosso, mi sento fuori dal mondo”. Poi la donna si dice “preoccupata per il suo stato d’animo post-operatorio. Mio figlio è pieno di vitalità, una persona attiva che fa mille cose”.  

Nella giornata di ieri il sindaco di Acerno Vito Sansone ha inviato una lettera al primo cittadino e al Questore di Firenze. “A nome di tutta la cittadinanza acernese esprimo la massima vicinanza al corpo della Polizia di Stato, in specie al gruppo artificieri. Il recente increscioso episodio che condanno fortemente – scrive il primo cittadino -  scuote le nostre coscienze ed anima un sentimento di gratitudine per quanti mettono a repentaglio la propria incolumità pur di garantire la sicurezza ai cittadini. Spero presto se ne accerti la matrice e che i responsabili siano assicurati alla Giustizia. Saremo grati di ricevere ulteriori notizie in merito alle condizioni di salute del sovrintendente Mario Vece, giovane figlio di questa terra che ha lasciato i suoi affetti senza mai dimenticarli né trascurarli per inseguire i suoi ideali al servizio dello Stato" conclude Sansone.

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