Cronaca

Battipaglia, 47 persone rischiano il posto: la Cisl chiede un dietro-front

La decisione della Btp Tecno arriva a causa dell'accordo non rispettato dalla Alcatel Lucent che prevedeva di assicurare i livelli minimi di commesse e la realizzazione di un piano di sviluppo condiviso dal 2010 al 2015

Matteo Buono

"Le scelte negative non possono ricadere sempre sulla classe operaia. E’ pur vero che la Btp ha dimostrato, nel corso degli anni, di tenere allo stabilimento salernitano. Non è questa la ricetta per superare questo momento difficile" così Matteo Buono, segretario generale della Cisl di Salerno, è intervenuto sulla vicenda dell'avvio della procedura di licenziamento di 47 lavoratori da parte della Btp Tecno di Battipaglia.

La decisione dell'azienda arriva a causa dell'accordo non rispettato dalla Alcatel Lucent che prevedeva di assicurare i livelli minimi di commesse e la realizzazione di un piano di sviluppo condiviso dal 2010 al 2015. Nel corso degli anni, però, pur avendo incrementato l'organico con 40 assunzioni a tempo indeterminato, la Btp ha registrato il mancato interesse della multinazionale francese. A causa di ciò, e di un primo trimestre del 2014 con un trend negativo del 35% del suo volume di fatturato, la società ha deciso di avviare l'iter per il licenziamento di 47 lavoratori. Ma la Cisl non ci sta e, attraverso il segretario Buono, chiede alla Btp un dietro-front. "Siamo solidali con la Btp Tecno, ma non è questa la strada da perseguire - ha detto Buono - Concordiamo che gli accordi non sono stati rispettati, ma con i licenziamenti non si risolve nulla. La Btp, se fermerà la procedura avviata per gli esuberi, troverà nelle parti sociali un alleato forte. Insieme possiamo chiamare alle loro responsabilità il ministero dello Sviluppo Economico, della Regione Campania e di tutte le istituzioni locali che, il 17 giugno del 2010, firmarono l’accordo per un piano volto alla riconversione industriale del sito produttivo di Battipaglia, indispensabile per garantire i livelli occupazionali e lo sviluppo del territorio. Questa vicenda testimonia che Battipaglia va inserita nelle cosiddette aree di crisi. Solo così si può accedere a finanziamenti utili per il rilancio del territorio" conclude il segretario della Cisl.

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