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Esclusiva/ Folla alle fermate e sui mezzi, sindacalisti Busitalia: "Vertice in Prefettura"

Non è agevole applicare il protocollo anti-Covid e le disposizioni regionali. I sindacalisti Monetta e Arpino analizzano le criticità e chiedono intervento immediato delle istituzioni

Affollamento alle fermate degli autobus, calca all'interno dei mezzi pubblici di Busitalia. Non è agevole applicare il protocollo anti-Covid e le disposizioni regionali. I sindacalisti Ezio Monetta (FIT-CISL) e Gerardo Arpino (FILT-CGIL) analizzano le criticità e chiedono l'intervento immediato delle istituzioni. "Tavolo urgente in Prefettura", dicono i rappresentanti dei lavoratori.

Le reazioni

"E' una crisi strutturale che vivo anche extra provincia, sul territorio napoletano - dice Ezio Monetta, rappresentante della FIT CISL - L'ordinanza regionale chiede l'applicazione di misure precise per limitare l'assembramento ma l'unico che di fatto può intervenire è chi guida l'autobus. Impossibile, se è impegnato al volante. C'è una carenza di mezzi che cozza con la richiesta pressante dell'utenza. In questo momento servirebbe il triplo degli autobus utilizzati". La conseguenza è inevitabile e anche molto pericolosa, al tempo del Covid: "Sui mezzi pubblici si viaggia gomito a gomito - ancora Monetta - servirebbe un conta persone che non c'è". Il problema del sovraffollamento delle corse "e della gente che lasciamo a piedi" sta diventando cronico, giornaliero. Ancora il sincalista FIT-CISL: "Abbiamo cercato di modificare i percorsi in base alle esigenze di chi viaggia. Sulla linea 22 Salerno-Capriglia, però, è imbarazzante ciò che accade alle fermate. Siamo costretti a lasciare molta gente a piedi. Accade anche su altre linee di lunga percorrenza, ad esempio Salerno-Battipaglia". Problemi all'esterno ma anche all'interno degli autobus. Tra gli operatori di esercizio il malumore è crescente. Il sindacalista conferma e spiega: "Abbiamo chiesto il ripristino della catenella, cioè del limite fisico, una piccola barriera di separazione tra l'operatore di esercizio e l'utenza. E' necessario: in questo momento, l'autista è un lavoratore particolarmente esposto al rischio contagio e la catenella serve ad indicare impossibilità di superare una distanza limite. Abbiamo chiesto all'azienda di provvedere ma non è accaduto. Auspichiamo che accada ad horas, speriamo nel buonsenso aziendale: non è un dettaglio, anzi una precauzione necessaria. L'assenza di questo accorgimento sta creando malessere e scompiglio".

Altre criticità

I lavoratori dicono "no alla vendita dei biglietti a bordo". E' una opzione, una facoltà che la Regione Campania lascia alle singole aziende. Applicabile? "In questo momento, assolutamente no - tuona Monetta - non può essere presa in considerazione". La capienza è un altro nodo da sciogliere: "E' molto probabile che sia stato sbagliato il calcolo della capienza su alcuni autobus. Non ci sono altre spiegazioni al sovraffollamento anche sui mezzi più piccoli. Questi autobus, che di solito utilizziamo per i percorsi che presentano strettoie, da e verso i rioni collinari o in altre zone in salita, presentano una capienza molto simile ai pullman da dieci metri. Chiediamo il ricalcolo immediato e la verifica di eventuali errori di conteggio. In presenza di una capienza oggettivamente sballata ma di un numero minimo di posti a sedere indicato all'ingresso, l'utenza si attiene ovviamente a quello che è indicato sul cartello all'ingresso e poi rivendica il legittimo diritto a viaggiare. In sede prefettizia, durante il vertice, le aziende di trasporto pubblico locale avevano chiesto ai dirigenti scolastici di fornire indicazioni precise sull'orario d'ingresso degli studenti. Non è accaduto. Se dunque Busitalia non riceve indicazioni precise, rischia di calibarare male l'intensificazione delle corse".

Gli scenari e l'Università

Lunedì comincia l'anno accademico e Gerardo Arpino, segretario generale FILT CGIL, riflette sulle "criticità che potrebbero aumentare tra pochissime ore". Ecco la sua analisi: "Non siamo ancora al 100% delle scuole aperte ma registriamo comunque difficoltà. Da lunedì, quando le scuole ripartiranno a pieno regime e comincerà anche l'anno accademico, sono convinto che le criticità da affrontare saranno di numero largamente superiore. Sappiamo che le lezioni universitarie si svolgeranno a numero chiuso e con un servizio di prenotazione per gli studenti. In ogni caso, l'affluenza verso il Campus non diminuirà, anzi gli studenti che dovranno utilizzare la linea 27 e 17 in molti casi si uniranno all'utenza che già è presente sul percorso urbano. Lavoratori, pendolari, studenti". Urge, dunque, un chiarimento e Arpino anticipa quanto accadrà nelle prossime ore: "La nostra iniziativa, che condividerò con i colleghi, sarà riscrivere al Prefetto per chiedere una rivistazione del tavolo tecnico. Nel primo incontro, erano presenti Provincia, quarta Commissione trasporti, Asl, Provveditorato agli studi con il dirigente scolastico regionale, Comune di Salerno, componente Anci. Urge un incontro, perché i colleghi ci segnalano continui disagi relativi al sovraffollamento e all'assenza di dispositivi di sicurezza, in molti casi non utilizzati da chi viaggia a bordo degli autobus. L'ordinanza regionale dà anche facoltà all'autista di interrompere il servizio pubblico e contattare le forze dell'ordine ma la responsabilità non può sempre ricadere sull'operatore di esercizio. Deve esserci, invece, un'azione congiunta degli agenti, all'interno degli autobus e alle fermate. Nel nuovo tavolo tecnico che chiederemo di convocare, sosterremo con forza la necessità di dare seguito al piano per il riutilizzo degli autobus fermi, un piano che Busitalia ha già presentato". 

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