Cronaca

Camorra, smantellato il clan Fezza-d'Auria Petrosino: 37 arresti per droga

Quaranta mandati di arresto, anche se tre pusher destinatari delle misure cautelari sono sfuggiti alla cattura, stamattina, da parte dei carabinieri nell'Agro Sarnese Nocerino, di Napoli, Bologna e Crotone, per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti

Trentasette arresti, stamattina, di cui 14 in carcere e 23 ai domiciliari (tre pusher destinatari delle misure cautelari sono sfuggiti alla cattura), da parte dei carabinieri nell'Agro Sarnese Nocerino, di Napoli, Bologna e Crotone, per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della Dda. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di hashish, cocaina e di marijuana del tipo 'skunk'.

L'indagine, condotta dal nucleo investigativo di Salerno e dal reparto territoriale di Nocera Inferiore, ha consentito di disarticolare il vertice del clan Fezza-d'Auria Petrosino, che aveva concesso in 'appalto' la gestione dello spaccio a Pagani e nell'Agro Nocerino-Sarnese al nuovo gruppo criminale, mantenendone controllo e utili.

Il gruppo operava prevalentemente nel territorio a nord di Salerno e nei comuni dell'hinterland vesuviano. Sequestrato, inoltre, un significativo quantitativo di stupefacenti, per lo più hashish. All'operazione partecipano circa 250 carabinieri, coadiuvati da unità cinofile e da un elicottero dell'Arma.

I particolari: Il sodalizio criminale disponeva di una vasta rete di pusher operanti nelle zone a nord del salernitano, il sodalizio criminale smantellato dai carabinieri del comando provinciale di Salerno in una operazione contro il traffico e lo spaccio di cocaina, hashish e skunk nel paganese e nell'agro nocerino. Le indagini hanno consentito di stabilire l'esistenza di una organizzazione con elementi di spicco del clan Fezza-D'Auria-Petrosino di Pagani, e una banda dedita al traffico di droga, acquistando rifornimenti a Boscoreale e Torre Annunziata. A capo del gruppo S. P., pregiudicato 36enne di Pagani, che rispondeva direttamente al boss Antonio Petrosino D'Auria, di 34 anni. I pusher guadagnavano 200 euro a settimana. Le intercettazioni mostrano l'utilizzo di linguaggi in codice, con le parole vino, Gatorade e pacchi per indicare la 'merce'. L'organizzazione disponeva anche di armi. "Un gruppo molto pericoloso - ha detto il procuratore Erminio Rinaldi - che puntava ad accrescere e rafforzare un mercato redditizio".

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