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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Dall'egemonia dei D'Agostino a Salerno città, alle organizzazioni dell'Agro e della Piana: la mappa dei clan nella relazione della DIA

Merita infine menzione l’incidenza sul territorio di una delinquenza straniera prevalentemente provenienti dagli Stati del Maghreb, dalla Romania, dall’Albania e dall’Ucraina e per lo più dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, nonché alla commissione di reati predatori

Uno scenario criminale particolarmente disomogeneo con aspetti che mutano in ragione delle peculiarità geomorfologiche, economiche e sociali tipiche, in provincia di Salerno. E' quanto emerge dalla relazione del Ministro dell'Interno al Parlamento sull'attività e i risultati della Direzione Investigativa Antimafia da gennaio a giugno 2021. Dalla zona urbana del capoluogo, all’Agro Nocerino-Sarnese e alla Valle dell’Irno, dalla Costiera Amalfitana alla Piana del Sele, al Cilento e al Vallo di Diano si assiste all’esistenza di strutture che  sono adattate alla situazione in cui esercitano la loro operatività. La complessità del fenomeno sarebbe aggravata dalla contestuale presenza operativa di organizzazioni di tipo camorristico con genesi e matrici criminali diverse anche napoletane e casertane, nonché dagli interessi sul territorio di gruppi mafiosi di origine extraregionale, calabresi e lucani. L’equilibrio maturato nei rapporti tra cosche si basa sulle stabili e consolidate convergenze di interessi cui sono finalizzati accordi, alleanze e collaudati canali di collegamento che consentono di evitare situazioni conflittuali e scontri. Sono significativi al riguardo gli esiti della complessa e già menzionata operazione “Petrolmafie”. Si tratta di un’indagine che ha evidenziato come la cosca calabrese Mancuso di Limbadi (VV), servendosi dell’opera di sodali e di imprenditori di comodo abbia di fatto instaurato sinergie imprenditoriali con clan mafiosi petroliferi e degli oli minerali. Tali joint venture hanno permesso di realizzare articolate operazioni di contrabbando approvvigionando anche dall’estero carburanti in regime di evasione  fiscale e commerciandone altri di bassa qualità come prodotti idonei alla autotrazione. Tra i  professionisti risultano coinvolti un commercialista di Nocera Inferiore ed un avvocato originario di Vallo della Lucania trasferitosi a Roma. Altre importanti attività investigative hanno ulteriormente confermato come i sodalizi di  maggiore importanza accanto agli affari illeciti tradizionali connessi con il traffico di sostanze  stupefacenti, le estorsioni e l’usura abbiano sviluppato particolari abilità d’infiltrazione nel  tessuto socio-economico, politico e imprenditoriale locale finalizzate al controllo di settori nevralgici dell’economia provinciale ed al condizionamento di Enti territoriali e Comuni. 

Gli interessi dei Casalesi

Dalle operazioni “Febbre oro nero” e “Shamar” del 12 aprile 2021 emergono gli interessi della famiglia Schiavone (area Casalesi) nell’area del Vallo di Diano, con attività di riciclaggio nel  commercio degli idrocarburi, nonché di gestione illecita con metodo mafioso di un processo  di smaltimento di rifiuti speciali altamente pericolosi molti dei quali stoccati direttamente  nell’area. Considerata la nota capacità del crimine organizzato di adattarsi rapidamente ai  mutamenti socio-economici anche a quelli conseguenti alla crisi prodotta nell’economia legale dalla pandemia accanto alle tradizionali forme di riciclaggio dei proventi illeciti negli ambiti  immobiliare dell’edilizia e del commercio si sarebbe recentemente assistito anche al “money dirtying” ovvero al reimpiego di cospicue disponibilità finanziarie di provenienza lecita in  attività illecite che favorite dalla vis mafiosa garantiscono, in ogni caso, l’obiettivo del massimo  profitto. Tali cointeressenze tra esponenti dell’imprenditoria legale e di quella mafiosa hanno  prodotto una certa rimodulazione degli investimenti.

I D'Agostino a Salerno città

Nella città di Salerno permarrebbe il ruolo egemonico del clan D'Agostino, in particolare per  il traffico e spaccio di stupefacenti, le estorsioni, l’usura e le rapine. Contestualmente si registrerebbe la presenza di gruppi emergenti che tentano di affermarsi negli spazi rimasti liberi  dopo l’esecuzione di provvedimenti restrittivi a carico degli esponenti della storica congrega  camorristica. Si conferma la rilevanza strategica dell’area portuale commerciale “Manfredi” di  Salerno che riveste notevole importanza per lo sviluppo dei traffici commerciali dell’area mediterranea. In effetti la favorevole posizione avrebbe trasformato il porto in uno dei principali hub finali del commercio degli stupefacenti, nonché di TLE.

L'Agro e la Piana

I sodalizi più strutturati dell’Agro nocerino-sarnese e della Piana del Sele avrebbero sviluppato collaudati canali con le pari organizzazioni criminali del napoletano e del casertano non solo per il traffico e spaccio di sostanze stupefacenti ma anche per l’infiltrazione negli appalti  finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche ovvero per la fornitura di servizi e manuten?zione delle infrastrutture e dei beni demaniali, nonché per la gestione dello smaltimento dei rifiuti. A Nocera Inferiore si rileverebbe la presenza del gruppo Mariniello che nel recente  passato avrebbe reinvestito i proventi illeciti derivanti dal traffico di stupefacenti e dalle estorsioni in attività commerciali quali bar e sale da gioco. Nel contempo si sarebbe constatata la comparsa di nuove leve criminali attive soprattutto nello spaccio degli stupefacenti. Sul territorio di Sarno, spicca il clan Serino i cui affiliati sono dediti alle estorsioni, all’usura e al traffico di stupefacenti riciclando poi i proventi illeciti in attività commerciali. Il 17 giugno 2021 i Carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro beni emesso dalla  Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno nei confronti dell’esponente di vertice  del clan e dei suoi familiari. Il provvedimento rappresenta la conclusione di pregresse attività  investigative che avevano ricostruito il predominio del clan nella distribuzione dei cosiddetti videopoker, nonché nel controllo delle estorsioni, del mercato degli stupefacenti e dell’abigeato connesso in particolare agli affari storicamente gestiti dalla famiglia Serino nel settore dell’al?levamento e del commercio al dettaglio della carne. Gli accertamenti patrimoniali e reddituali hanno quindi permesso di sottrarre al patrimonio economico ed immobiliare della citata consorteria camorristica 3 società di cui 2 dedite al commercio all’ingrosso di animali vivi e alla  coltivazione di frutti oleosi, 1 sala scommesse con internet-point, numerosi immobili e terreni per un valore di circa 2 milioni di euro, nonché rapporti bancari direttamente o indirettamente riconducibili ai destinatari della misura. A San Valentino Torio si riscontrerebbe la presenza di pregiudicati già in passato affiliati all’organizzazione camorristica denominata “Nuova Famiglia”.

Ad Agropoli che delimita il confine tra la Piana del Sele e l’area del Cilento permarrebbe l’attività criminale della famiglia di nomadi stanziali Marotta dedita ai reati di tipo predatorio,  all’usura, al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di capitali illecitamente accumulati. Recenti attività d’indagine hanno confermato come nel Comune di Scafati e zone limitrofe  convergano le attività delittuose dei sodalizi D'Alessandro, Cesarano e Ridosso Loreto. In particolare a carico di esponenti di vertice del clan Cesarano il 16 aprile 2021 la  DIA ha eseguito la misura cautelare del divieto di dimora nei comuni della Regione Campania  e del divieto di esercitare imprese e ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese per 1 anno. I destinatari del provvedimento risultano indagati per fittizia intestazione di beni allo scopo di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione con  l’aggravante di aver commesso il fatto per favorire l’associazione di tipo mafioso.

Le due Coste

Infine, la Costiera Amalfitana, il Cilento e il Vallo di Diano che sono zone geograficamente estese e  contraddistinte da rinomate località turistiche marittime e montane sarebbero caratterizzate  da una silente presenza di organizzazioni criminali la cui attività tende soprattutto al condizionamento del settore degli appalti per la realizzazione di opere pubbliche. Per quanto riguarda segnatamente l’area della Valle di Diano il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, ha osservato che “c’è un colonialismo criminale del Vallo di Diano molto preoccupante perché questa terra fino a poco tempo fa era completamente libera da queste logiche”. A Vietri sul Mare vera e propria porta della Costiera Amalfitana stando a pregresse risultanze investigative si rileverebbe l’interesse criminale di un gruppo delinquenziale composto da  membri della locale famiglia Apicella già in passato colpita da provvedimenti restrittivi per  aver imposto servizi di soccorso, rimozione e custodia giudiziale dei veicoli con proprie ditte,  nonché per aver gestito abusivamente stabilimenti balneari. Nei centri montani di Sant’Egidio  del Monte Albino e Corbara opererebbe un gruppo emanazione del clan Sorrentino anch’esso dedito alla gestione delle attività illecite sul territorio. Nel Comune di Cava de’ Tirreni immediato entroterra della costiera amalfitana e confinante con i comuni dell’agro nocerino-sarnese, permarrebbe l’influenza criminale del clan Bisogno che continua a gestire le  attività illecite sul territorio cittadino. A Pagani sarebbe egemone il sodalizio Fezza-Petrosino-D'Auria che, sebbene indebolito dalle collaborazioni con la giustizia intraprese da alcuni affiliati sembra poter contare ancora su un notevole numero di sodali e su ingenti disponibilità economiche derivanti dall’usura, dalle estorsioni e dal traffico di stupefacenti vantando una fitta rete di collaborazione con altri sodalizi campani. 

Battipaglia

A Battipaglia appare permanere l’egemonia criminale del clan Pecoraro-Renna nonostante si siano verificate nel tempo scissioni ad opera di alcuni affiliati che hanno costituito  autonomi gruppi criminali.  Sul territorio che comprende i comuni di Bellizzi, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella  e Montecorvino Pugliano si riscontrerebbe l’operatività del clan De Feo nella gestione e nel  controllo delle attività illecite. 

La delinquenza straniera

Merita infine menzione l’incidenza sul territorio di una delinquenza straniera prevalentemente provenienti dagli Stati del Maghreb, dalla Romania, dall’Albania e dall’Ucraina e per lo più  dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, nonché alla commissione di  reati predatori su tutto il territorio della provincia.
 

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