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Cronaca

Camorra, riciclaggio in Costa d'Avorio: "la talpa" era un ex cancelliere salernitano

Sarebbe grazie all'ex cancelliere cilentano Cesare Salomone, di 65 anni, che i clan stavano per portare a termine operazioni finanziarie illegali in Costa d'Avorio

Sarebbe grazie all'ex cancelliere cilentano Cesare Salomone, di 65 anni, che i clan stavano per portare a termine operazioni finanziarie illegali in Costa d'Avorio, attività interrotte grazie al blitz dei Carabinieri del nucleo investigativo di Caserta che ieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito 35 arresti. I militari dell'Arma, controllando i due boss detenuti, sono riusciti a fare luce sulle attività illecite e sulla rete di fiancheggiatori che fuori dalle mura carcerarie eseguivano gli ordini. Cinque delle 35 persone destinatarie dei provvedimenti sono finite agli arresti domiciliari, mentre dieci erano già detenute. Le accuse, aggravate dal metodo mafioso, sono di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, traffico di droga, usura e riciclaggio internazionale. Le armi venivano vendute anche ai gruppi criminali attivi nel Casertano, tra Mondragone e i comuni di Carinola, Falciano del Massico e Francolise.

Uno scacco al clan “La Torre-Boccolato”: il colletto bianco salernitano non solo avrebbe favorito le transazioni con l'Africa, ma informava in anticipo i boss sul deposito di una sentenza di condanna della Cassazione, per far risparmiare l'arresto ai camorristi. Secondo l'accusa, infatti, i boss, ricevuta la notizia del deposito di una sentenza di condanna della Cassazione, che è definitiva e conoscendone i contenuti in anticipo, avevano la possibilità di prepararsi alla fuga per sottrarsi all'inevitabile arresto. Le indagini, condotte dagli investigatori guidati dal maggiore Pannone, sono state coordinate dal pm antimafia di Napoli. Salomone, intanto, è finito ai domiciliari.

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