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Criminalità, arrestati i fratelli D'Auria: gli affari tra politica e camorra

Obbligo di firma, invece, per l'ex vicesindaco di Pagani e già consigliere provinciale Massimo D'Onofrio. Perquisita l'abitazione del consigliere regionale Alberico Gambino

E’ scattata alle prime luci dell’alba una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia e dei carabinieri contro il clan Petrosino D’Auria. Nel mirino delle forze dell’ordine gli affari economici illeciti del clan, che imponeva il proprio controllo su diverse attività produttive e di erogazione di pubblico servizio nell'agro paganese. Ai vertici del clan è contestata l’associazione di tipo mafioso finalizzata allo scambio politico-mafioso, alle estorsioni e all’illecita concorrenza, reati tutti aggravati dal metodo mafioso.  Il nuovo blitz messo a segno dai carabinieri ha portato agli arresti dei fratelli Antonio e Michele D'Auria, ritenuti il legame dei clan con la politica. Obbligo di firma, invece, per l’ex vicesindaco di Pagani e già consigliere provinciale Massimo D’Onofrio. Diverse le perquisizioni dei carabinieri, una anche nell’abitazione del consigliere regionale Alberico Gambino. Si tratta di otto ordinanze di custodia cautelare, due in carcere, tre ai domiciliari e tre obblighi di dimora emessi dal gip del tribunale di Salerno.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la Procura della Repubblica si è appreso che iI clan con la complicità di imprenditori già operanti nel settore e destinatari del provvedimento cautelare è riuscito a imporre la propria egemonia nel settore dei trasporti su strada e nella trasformazione e vendita di prodotti ortofrutticoli eliminando qualsiasi forma di concorrenza mediante intimidazioni e gravi minacce e ottenendo, così, un vero e proprio monopolio. Sono stati rilevati rapporti tra i presunti affiliati al clan e imprese di trasporto legate al clan dei Casalesi operanti nel mercati ortofrutticolo di Fondi. Le vittime, impaurite, non denunciavano per paura di ulteriori ritorsioni. Dalle indagini sono emersi anche legami con esponenti della politica locale; l'assunzione di familiari affiliati detenuti all'interno delle società  controllate nonchè presso il Consorzio di Bacino Salerno 1 grazie alla presenza, in qualità di dirigente, di Michele Petrosino D'Auria.

Gli uomini dell'Anfimafia e i carabinieri hanno anche scoperto che quest'ultimo è riuscito addirittura ad ottenere la sostituzione di alcuni dipendenti a lui non graditi e che due dipendenti del Consorzio per non aver aderito alle sue direttive furono picchiati selvaggiamente. Nel corso delle indagini è emerso anche l'affidamento del cottimo fiduciario per la gestione dei parcheggi a pagamento di Pagani a società controllate dal clan: è stato evidenziato che il servizio era appaltato alla società "Agency Service, poi acquisita dalla New Service Società Cooperativa Sociale"il cui amministratore unico risulta essere Maria Califano, moglie di Michele Petrosino D'Auria. Affiliati del clan esercitavano anche pressione su alcuni membri dell'associazione "QuiPaganiLibera che con la loro opera mettevano in risalto i legami tra il sodalizio camorristico e l'amministrazione comunale di Pagani all'epoca guidata dal sindaco Gambino.

Le persone indagate sono 53.

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