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Campagna, 3000 euro per evitare licenziamento: condanna definitiva per ex consigliere

L'uomo fu arrestato mentre intascava i soldi, perché il dipendente si presentò all’appuntamento accompagnato dai poliziotti che lo arrestarono n flagranza

Non fu concussione, ma truffa aggravata. Sono pubbliche le motivazioni della Cassazione, che ha confermato la condanna a carico di un ex consigliere comunale di Campagna, e in terno al Cda di una società. La condanna era stata di 5 mesi e 20 giorni, in Corte d'Appello. 

La storia

Era il 2013, quando l'imputato fu arrestato mentre incassava 800 euro che per gli inquirenti della Procura di Nocera rappresentava il saldo di una tangente di 3mila euro, chiesta a un dipendente della società consortile per evitargli il licenziamento. In realtà l'imputato non aveva il potere giuridico di evitare il licenziamento del dipendente, ma glielo avrebbe fatto credere, chiedendo del denaro per convincere l'altro consigliere d'amministrazione. La stessa vittima - nei precedenti gradi di giudizio - disse di aver ceduto alle richieste dell'uomo, per poi denunciarlo alla polizia di Cava. L'uomo fu arrestato mentre intascava i soldi, perché il dipendente si presentò all’appuntamento accompagnato dai poliziotti che lo arrestarono n flagranza. Nel corso del processo che è giunto per due volte in Cassazione, i giudici hanno derubricato il reato in truffa.

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