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Degrado e assenza di numeri civici a Canalone: la diffida delle associazioni al Comune

La richiesta urgente di intervento è stata inviata l sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, all'assessore all'ambiente Angelo Caramanno, al dirigente del settore Ambiente del Comune e alla società Salerno Pulita

L’immediata pulizia del torrente Fusandola nel quartiere Canalone e la modifica anagrafica urbanistica dei numeri civici: sono queste le due principali richieste, contenute in una diffida, che le associazioni “Salute e Vita” e “Help Tutela e Sostegno dei Consumatori” hanno inviato al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, all'assessore all'ambiente Angelo Caramanno, al dirigente del settore Ambiente del Comune e alla società Salerno Pulita. 

Le criticità del quartiere 

Per i firmatari della diffida (Lorenzo Forte e Nadia Bassano) “attualmente il quartiere Canalone di Salerno vive una situazione di "degrado e pericolo che potrebbe creare danni alle persone e alle cose sopratutto in caso di piogge improvvise e consistenti in quanto, a causa dell’incuria e della cattiva gestione amministrativa dell’ambiente della zona, vi è il rischio concreto che la corrente del torrente Fusandola non riesca a defluire regolarmente generando fenomeni pericolosi di esondazioni." Numerose le segnalazioni da parte dei cittadini registrate nel corso del loro tour nei luoghi abbandonati della città: "Sono almeno 5 anni che quell’area non viene pulita né resa sicura: sia la foce che gli argini del torrente Fusandola necessitano di un forte intervento di manutenzione e di bonifica in quanto completamente otturati da rifiuti e detriti che non permettono alle acque naturali di defluire regolarmente. Tutto ciò costituisce un gravissimo pericolo per la sicurezza dei cittadini in quanto l’incuria ed il mal tempo, soprattutto in occasione delle forti piogge che purtroppo si stanno verificando in questi giorni, possono cagionare gravi danni sia alla popolazione che alle cose. Ricordiamo che nel 1954 questa stessa zona fu il punto di partenza della drammatica alluvione di Salerno ed ancora una volta la storia ci deve insegnare che la mancanza di cura ed il degrado possono mettere a  repentaglio la vita dei cittadini." 

Per le due associazioni, quindi, è urgente intervenire: "Gli abitanti di Canalone, profondamente indignati da ormai tanti anni, costituiscono uno dei nuclei storici della popolazione della nostra città e noi rimaniamo sgomenti e indignati di fronte all’abbandono che l’Amministrazione comunale sta riservando ai cittadini e a questo quartiere, lasciandolo nel degrado anziché valorizzare una tale bellezza e ricchezza naturale, che nonostante il disinteresse del Comune di Salerno, è spontaneamente meta di numerosi turisti”.  Al di là degli interventi di bonifica, le associazioni denunciano anche la scarsa manutenzione e la cattiva gestione amministrativa. Tra le altre difficoltà segnalate, infatti, vi è la mancanza di "numeri". Stando a quanto riportato, tutta la strada pedonale formata dalla scalinata di via Canalone, che comprende i diversi portoni delle abitazioni dei cittadini residenti, dal punto di vista urbanistico ricade sotto il solo ed unico numero civico 2 che inizia allo sbocco della scalinata pedonale, nei pressi della fontana all’incrocio tra via San Gaetano e via Padre G. Da Foria.  "Ciò comporta che tutti i residenti, per la maggior parte anziani, devono scendere alla fine della strada (e percorrere tutte le gradinate) per ritirare la posta o per gettare la spazzatura". 

Per Forte e Bassano "questa anomalia urbanistica infatti legittima un comportamento deleterio da parte di Salerno Pulita S.p.A. i cui operatori non salgono le scalinate per ritirare i rifiuti (sia quelli ingombranti che quelli della raccolta differenziata) presso le singole abitazioni ed i singoli portoni ma si limitano a raccoglierli all’inizio della strada pedonale, costringendo gli abitanti della zona (comprese le moltissime persone anziane che ivi risiedono) a scendere e percorrere un lungo tratto di strada a piedi, spesso con le condizioni del meteo avverse, per poter gettare la spazzatura. La stessa scalinata è priva di manutenzione e pulizia ordinaria. Questo comportamento viola i diritti di uguaglianza dei cittadini della zona che, pur pagando le relative tasse come centro storico (e quindi anche come fascia più alta), soffrono di un pessimo servizio e sono totalmente abbandonati dalle istituzioni."  Di qui le richieste delle associazioni che chiedono all'amministrazione di provvedere, entro 30 giorni, di modificare l’anagrafica urbanistica dei numeri civici della strada, di garantire una corretta raccolta rifiuti e bonificare tutta la zona onde mettere in sicurezza l’ambiente per "garantire alla popolazione il diritto di vivere in un territorio salubre e sicuro”. In mancanza di riscontro, come le associazioni “Salute e Vita” e “Help Tutela e sostegno dei consumatori” sono pronte a rivolgersi alla  Corte dei Conti e ad intraprendere azioni penali.

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