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Caos San Matteo, i portatori tornano a difendersi: "Respingiamo ogni accusa"

In una lettera pubblica i portatori delle paranze di San Matteo, San Giuseppe, San Gregorio VII°, S. Ante, San Fortunato e San Gaio ribadiscono la loro innocenza

Dopo le accuse mosse nei loro confronti dalla Procura di Salerno, in merito agli inchini e agli insulti verificatisi durante la processione di San Matteo, i portatori delle paranze di San Matteo, San Giuseppe, San Gregorio VII°, S. Ante, San Fortunato e San Gaio prendono carta e scrivono una lettera congiunta per ribadire la loro totale estraneità rispetto a quanto accaduto lo scorso 21 settembre. E si dicono convinti di poter dimostrare la loro innocenza.

I portatori – si legge nella missiva - non hanno confuso il loro ruolo con pretesti, intenti o valori distanti dalla tradizione della funzione religiosa. Il percorso fatto dai portatori si è svolto senza alcun atto di violenza o di disturbo del normale, storico e tradizionale andamento della processione, da sempre conosciuto e riconosciuto sia dal popolo della città di Salerno, che dalle autorità civili, militari e religiose. Da tanto discende, respingendo ogni accusa che risulta, alla semplice evidenza, priva di ogni fondamento e riferimento, che i portatori, coinvolti al momento nell’indagine giudiziaria, attenderanno, con la dovuta serenità, di poter dimostrare al giudice – verso cui si manifesta piena fiducia – la propria estraneità, nella sede opportuna e mediante l’assistenza dei propri legali, avvocati Cecchino Cacciatore e Luigi Cacciatore”.

Con lo stesso spirito i portatori auspicano “una serena riconciliazione con la Chiesa salernitana, rappresentata dall’Eccellentissimo Arcivescovo Monsignor Luigi Moretti.  In tal senso, con l’auspicio di porre fine a ogni ulteriore e ingiustificata polemica tra i fedeli e la Chiesa, alimentata da accuse contrarie alla realtà dei fatti e del tutto fuorvianti, si rivolgono al loro padre spirituale, Monsignor Moretti, con cui hanno condiviso, sin dal suo arrivo e in occasione di più incontri, la strada proprio da costui indicata, per continuare a seguire i sani valori cristiani, affinché egli voglia caritatevolmente accogliere sotto la propria protezione, i suoi figli devoti, rinsaldando, in tal modo, il profondo senso religioso che accomuna da sempre Salerno ai suoi Santi”.

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