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Tassa Rifiuti, caos e dubbi: Celano e Russomando scrivono alla Corte dei Conti

I consiglieri confrontano due dati: "Il costo del ciclo integrato dei rifiuti ammonta ad euro 36.935.463,97 e l'importo complessivo della TARI è di euro 41.500.000, dunque circa 5 milioni in più dei costi iscritti in bilancio"


"La tassa sui rifiuti deve necessariamente coprire l’intero costo del ciclo integrato, ma non oltre". Questa constatazione è la premessa che ha spinto i consiglieri comunali Roberto Celano e Ciro Russomando a sollecitare il Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, "con l'obiettivo di appurare - si legge nella nota stampa - eventuali anomalie che sono state già segnalate nella seduta del Consiglio Comunale, svoltasi il 31 marzo".

Celano e Russomando considerano innanzitutto "stupefacente che, nonostante le variazioni cospicue di voci di costi “straordinari” annotate nei PEF che si sono susseguiti negli anni antecedenti, il costo del ciclo da finanziare per l’esercizio 2017 appaia pressoché invariato". Chiedono alla Corte dei Conti di fare luce sulle "spese per l'acquisto di beni strumentali ed implementazione degli impianti. Per mero refuso (a detta dei funzionari comunali), è stato appostato nel conto economico il costo per l’acquisto di spazzatrici che avrebbero dovuto incidere per la sola quota di ammortamento ma che, in ogni caso, non risulterebbero acquistate. Tali costi, finanziati con la TARI e mai sostenuti, avrebbero dovuto rappresentare economie da considerare ai fini dell’abbattimento delle tariffe negli anni successivi".              

Negli esercizi 2014 (€ 872.320,00), 2015 (€. 505.601,02) e 2016, "nel piano economico sono stati inseriti costi relativi all’implementazione dell’impianto di compostaggio. Nel merito si rammenta che l’ammontare dell’investimento  complessivo previsto ammontava ad euro 4.361.600,00 spalmati sotto l’aspetto finanziario in 5 anni in accordo con l’ente appaltatore. Si evidenzia che parrebbe che i lavori in questione, già parzialmente finanziati con i soldi dei contribuenti (TARI) non abbiano mai avuto inizio e non verranno più realizzati anche in relazione alla rescissione dell’accordo contrattuale con la società di gestione dell’impianto di compostaggio".

I consiglieri chiedono un approfondimento anche sul fondo di svalutazione crediti, sui costi per l'energia elettrica che ritengono "spropositati, perché il costo di 50mila euro appare eccessivo", sui consumi idrici (42.750 euro) , sul fitto locali a Madonna di Fatima "oneroso, in ragione dei pochissimi dipendenti amministrativi ospitati". Inoltre il personale settore tributi addetto alla TARI "graverebbe per circa 600mila euro" sulle casse comunali. Vanno aggiunti 61mila euro per la manutenzione automezzi, altri 61mila per la manutenzione carpenteria metallica e  30mila euro per acquisto e riparazione pneumatici. "La spesa prevista appare eccessiva - concludono Celano e Russomando - se si considera che il parco auto di proprietà diretta del Comune è costituito da non più di una quindicina di mezzi di piccole dimensioni".

I consiglieri confrontano due dati: "Il costo del ciclo integrato dei rifiuti ammonta ad euro 36.935.463,97 e l'importo complessivo della TARI è di euro 41.500.000, dunque circa 5 milioni in più dei costi iscritti in bilancio, nell'apposito programma. Si rileva, inoltre, che l’attività perfino “oppressiva” perpetrata dalla SOGET avrebbe dovuto far emergere un imponibile ai fini della tassa sui rifiuti, che avrebbe dovuto consentire una conseguente sensibile riduzione della tariffa. Non è, al momento, stato possibile avere dati precisi della base imponibile emersa. La fondatezza dei rilievi consentirebbe una riduzione dal 15% al 20% della tariffazione prevista con un notevole risparmio per i cittadini che, a fronte di tasse esose, godono di servizi inefficienti".
 

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