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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Capaccio

"Patto" per sfiduciare il sindaco dietro compenso in denaro: respinti ricorsi della Procura

Dopo la pronuncia della Cassazione, la Procura dovrà chiudere l'indagine e decidere per il rinvio a giudizio di tutti gli indagati.

Un presunto patto di corruzione per avere appalti a Capaccio e sfiduciare l'allora sindaco l'allora sindaco Franco Palumbo. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura di Salerno contro le decisioni assunte dal Tribunale del Riesame, i cui giudici il 23 dicembre del 2021 avevano respinto la richiesta di arresti per tutti gli indagati. Tra questi un imprenditore e politici, dell'opposizione, insieme ad tecnico comunale. 

L'indagine

Dopo la pronuncia della Cassazione, la Procura dovrà chiudere l'indagine e decidere per il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Secondo l'indagine relativa ai rapporti tra l’imprenditore locale e l’Amministrazione Comunale di Capaccio, il gip aveva ritenuto l'imprenditore coinvolto gravemente indiziato dei reati di istigazione alla corruzione e turbativa d’asta avendo, secondo le indagini svolte, promesso 50mila euro ad un consigliere comunale di maggioranza dell’epoca, al fine di indurlo a votare la sfiducia al sindaco in carica, Francesco Palumbo, responsabile di non averlo favorito nell’aggiudicazione dell’appalto finalizzato ai lavori di riqualificazione e ripristino di un asse viario. L’uomo avrebbe promesso al medesimo amministratore l’ulteriore dazione di 150mila euro quale compenso per il suo impegno ad aiutarlo nella gara nonché avendo offerto ad un dirigente comunale la somma di 50mila euro per essere favorito in una gara relativa alla locazione e valorizzazione di un villaggio turistico in zona Laura di Paestum.

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