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Sos caporalato, nuovo caso a Eboli: la rabbia di Marino (Uil)

Il sindacalista “ritengo necessario che le istituzioni locali prendano atto delle denunce, avanzate dai sindacati in questi anni, circa la presenza di lavoratori fantasma per lo Stato italiano, stipati in alloggi di fortuna e costretti a lavorare in situazioni massacranti"

"Il caporalato non conosce crisi. Nemmeno il Covid lo frena. Lo dimostra l'ultima operazione dei carabinieri nella Piana del Sele. Sarò ripetitivo, ma è così: va fatto un plauso al lavoro delle forze dell'ordine che non si ferma mai e porta alla luce questi episodi di sfruttamento". Con queste parole interviene il segretario generale della Uila Uil Salerno Ciro Marino, alla luce dell'ultima operazione anti-caporalato avvenuta in provincia. 

La denuncia

Secondo il sindacalista è “necessario che le istituzioni locali prendano atto delle denunce, avanzate dai sindacati in questi anni, circa la presenza di lavoratori fantasma per lo Stato italiano, stipati in alloggi di fortuna e costretti a lavorare in situazioni massacranti. Azioni come queste sono indispensabili per mettere fine a questa piaga sociale che, in questo particolare momento di crisi legato all'emergenza Covid-19, oltre a danneggiare i diritti e la dignità dei lavoratori coinvolti, danneggia quelle aziende agricole che agiscono nel rispetto delle norme. Ecco perché serve che le istituzioni devono sbloccare l’inerzia progettuale e operativa sul fenomeno della lotta al caporalato. Apprezziamo lo sforzo delle forze dell'ordine, che lavorano in sotto organico in provincia di Salerno, ma serve fare di più. Non è possibile che chi abbia commesso tutto questo sia a piede libero e non arrestato. C'è la flagranza di reato e dunque deve avvenire questo. Bisogna agire subito per tutelare le aziende sane che rispettano le regole” conclude Marino. 

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