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Rapinava banche in Abruzzo, nei guai un ebolitano di 38 anni

L'uomo era componente di una batteria di rapinatori, che avevano messo a segno, nell’inverno scorso, una serie impressionante di colpi ai danni di istituti di credito dell’Abruzzo

I carabinieri di Eboli, diretti dal capitano Alessandro Cisternino, hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Teramo su richiesta della Procura cittadina, il 38enne di Bellizzi C. G., quale componente di una batteria di rapinatori, alcuni dei quali ebolitani, che avevano messo a segno, nell’inverno scorso, una serie impressionante di colpi ai danni di istituti di credito dell’Abruzzo e precisamente nella provincia di Teramo.

Le indagini svolte sinergicamente dai carabinieri del Nucleo Operativo di Eboli, guidati dal tenente Francesco Manna e dal Nucleo Investigativo di Teramo hanno consentito di raccogliere una serie di importanti indizi a carico degli indagati. Il giovane è stato pizzicato nelle prime ore mentre dormiva in un appartamento di via Don Romolo Murri, nel quartiere Paterno, ove conviveva con la propria compagna ed è stato tradotto presso la casa circondariale di Salerno; contemporaneamente i carabinieri del comando provinciale di Teramo traevano in arrestavano l’altro indagato, destinatario della misura cautelare G.G. 49enne di origini partenopee basista della banda.

La banda aveva agito, sempre armata di taglierino e a volto parzialmente travisato, la prima volta il 4 gennaio 2013, quando si era fatta consegnare dagli impiegati della “Carisap” di Via Carducci di Tortoreto 35.000 euro in contanti; la seconda volta il 16 gennaio 2013, con un bottino di 20.000 euro sottratti alla filiale della “Banca Sella” di Via Mazzini di Alba Adriatica e il 25 gennaio 2013, quando nel terzo colpo messo a segno nel nostro territorio, riuscivano a sottrarre alla filiale della “Tercas” ubicata sulla S.S. 259 di Corropoli, la considerevole somma di 67.000 euro, tenendo sotto costante minaccia impiegati e clienti presenti sino all’apertura della cassaforte a tempo. I componenti della batteria criminale sono risultati particolarmente scaltri ed esperti, in alcune circostanze anche abbastanza aggressivi.

Le indagini intanto proseguono per verificare il coinvolgimento di altri complici.

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