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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Sanza

Sanza, bruciate carcasse di animali: due denunce

Il Corpo Forestale, durante un servizio finalizzato alla prevenzione ed al contrasto degli illeciti in materia ambientale, ha notato un cumulo di rifiuti all’interno di un fondo agricolo recintato

Smaltimento illecito mediante abbandono e successiva combustione di rifiuti di origine animale a Sanza, in località “Casali”, all’interno dell’area protetta Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Il Corpo Forestale, durante un servizio finalizzato alla prevenzione ed al contrasto degli illeciti in materia ambientale, ha notato un cumulo di rifiuti all’interno di un fondo agricolo recintato, di proprietà privata, confinante con la strada comunale.

Gli Agenti hanno accertato che i rifiuti accumulati ed in gran parte bruciati, erano costituiti prevalentemente da scarti di origine animale: ossa, stomaci e da numerosi cartoni parzialmente combusti su alcuni dei quali erano impresse etichette adesive ancora consultabili e riportanti, oltre la natura e quantità del prodotto, anche le indicazioni dell’esercizio commerciale al quale erano stati spediti.  Sotto sequestro preventivo, dunque, l’intera area: denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro, inoltre, due persone di cui uno in qualità di produttore dei rifiuti e l’altro di proprietario dell’area.

Gli accertamenti insieme all'Asl di Salerno sono stati poi spostati presso l’esercizio commerciale: a seguito dell’ispezione, nel locale sono stati trovati imballaggi identici a quelli illecitamente smaltiti e recanti inoltre le stesse etichette e indicazioni rilevate sui cartoni combusti. Inoltre, esaminando tutti i documenti commerciali, e confrontando i dati della quantità di carne macellata nel mese di agosto ed i sottoprodotti di origine animale ritirati dalla ditta convenzionata e abilitata allo smaltimento di tali rifiuti, sono state riscontrate rilevanti incongruenze. Diverse, poi, le irregolarità relative agli alimenti posti in vendita tra cui prosciutto crudo, pancetta, coppa, lardo e caciocavalli, tutti sforniti di etichettature e privi di documenti che potessero garantire la rintracciabilità dei prodotti; è finito tutto sotto sequestro.

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