Rivolta nel carcere di Salerno, aperte un'inchiesta: ingenti i danni

li agenti della polizia penitenziaria, guidati dal commissario Gianluigi Lancellotta, sono a lavoro per ricostruire quanto accaduto. Cirielli (FdI) attacca Bonafede: "Lo Stato non controlla più le carcere, il ministro si dimetta"

Il carcere di Salerno

Resta alta l'attenzione nel carcere di Salerno-Fuorni dopo la rivolta avvenuta sabato e che ha tenuto impegnate le forze dell'ordine per circa sette ore. Gli agenti della Polizia Penitenziaria, guidati dal commissario Gianluigi Lancellotta, sono a lavoro per ricostruire quanto accaduto.

I danni

Nel frattempo nel penitenziario salernitano è partita la conta dei danni che, da una prima stima, si aggirerebbe intorno a centinaia di migliaia di euro. La prima sezione, al secondo piano, è stata letteralmente devastata durante la rivolta: sono state distrutte le postazioni degli agenti, la linea telefonica e il sistema di videosorveglianza, mentre le inferriate che erano state danneggiate sono state saldate. Durante la rivolta, inoltre, una parte dei detenuti aveva sfondato alcuni finestroni ed era salita sul tetto. La situazione, dunque, come nel resto delle carceri italiane, resta molto calda dopo lo stop ai colloqui disposto per l'allerta Coronavirus. Decisione contro cui, anche ieri mattina, hanno protestato alcuni familiari che si sono radunati dinanzi al penitenziario di Salerno. All'interno, invece, la situazione è rimasta sotto controllo: soltanto nella prima sezione si è registrata una protesta sonora ma pacifica da parte dei detenuti che contestavano l'inasprimento del regime - chiuso a tempo indeterminato - dopo i disordini avvenuti sabato.  

Il commento

Sulle proteste dei detenuti che si stanno verificando in tutta Italia interviene il Questore della Camera Edmondo Cirielli: "Le rivolte che si stanno verificando nelle carceri italiane sono inaccettabili e dimostrano che lo Stato non le controlla più. Noi, come Fratelli d’Italia, condividendo da sempre le preoccupazioni dei sindacati della Polizia Penitenziaria, abbiamo più volte chiesto l’abolizione immediata delle norme volute dal Pd a partire dalla vigilanza dinamica. Non solo. Ma, ripetutamente, abbiamo denunciato la mancanza di un adeguato sistema di difesa per gli agenti penitenziari come l’utilizzo del taser; l’assenza di carceri differenziate in base alla pericolosità dei soggetti, i quali, andrebbero divisi in base alla propensione ai reati di violenza contro le persone; così com’è rimasta inascoltata la proposta di aumentare il personale del Corpo della Polizia Penitenziaria che - come denunciato dalle sigle sindacali di categoria - registra una carenza organica di circa 4mila unità. Ciò che sta accadendo in questi giorni, inoltre, dovrebbe spingere Bonafede ad adottare pene esemplari straordinarie e immediate contro chi provoca le rivolte nei penitenziari. E, invece, finge di non vedere e non sentire. Se avesse un briciolo di dignità e non fosse attaccato alla poltrona unicamente per il potere, si dovrebbe dimettere subito, anche per rispetto delle vittime scaturite dalla sua incapacità di ricoprire la funzione di ministro della giustizia" conclude Cirielli.  

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