menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il rapper Jhonny

Il rapper Jhonny

Scafati, il rapper "Jhonny" trovato morto in cella: il dolore del parroco

Il giovane si è tolto la vita a distanza di dieci giorni dalla sentenza di condanna a quattro anni di reclusione con l’accusa di rapina aggravata ai danni di una farmacia

Dramma nel carcere di Salerno dove il rapper “Jhonny” di Scafati, Giovanni Cirillo, si è tolto la vita all’interno del bagno della sua cella presso il padiglione di “Media Sicurezza”. A lanciare l’allarme sono stati gli altri detenuti. Immediato l’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria che, a loro volta, hanno allertato i sanitari del 118, i quali, però, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che confermarne il decesso. La salma è stata posta sotto sequestro per consentire alla Procura di svolgere tutti gli accertamenti, a partire dall’esame autoptico che sarà effettuato dal medico legale nelle prossime ore.

L'arresto

Il 23enne di origini somale, adottato da una famiglia di Scafati, aveva un passato difficile. Appena due settimane fa era tornato dietro alle sbarre per aver violato più volte gli arresti domiciliari. Lo scorso 20 luglio il tribunale di Nocera Inferiore lo aveva condannato a quattro anni di reclusione con l’accusa di rapina aggravata ai danni di una farmacia scafatese. Con una calza di nylon in testa, all’inizio dello scorso gennaio, fece irruzione nella farmacia di via Martiri d’Ungheria, con una pistola giocattolo, che fu puntata contro la titolare. Il ragazzo fuggì con 1400 euro di bottino, per poi essere arrestato in una sala giochi. I militari rinvennero gli indumenti che aveva addosso al momento dell’irruzione nell’esercizio commerciale.  Di qui l'arresto, poi i domiciliari ed infine il ritorno in carcere, con lo stato d’animo fortemente provato, che, nelle ultime ore, lo avrebbe spinto a compiere l’estremo gesto.

Il dolore del parroco

La notizia della scomparsa di “Jhonny” sta facendo il giro dei social network. Ma è il parroco, don Peppe De Luca, ad invitare tutti al silenzio: “Ed ora silenzio! Giovanni Cirillo non è più! È il tempo del silenzio sui social e sui giornali!
Come è morto? lo abbiamo ucciso noi. Ogni volta che lo abbiamo giudicato per il colore della sua pelle; ogni volta che lo abbiamo giudicato per le sue azioni dimenticando la sua malattia; ogni volta che è stato indicato sui giornali come il "rapper della rapina" dimenticando il dolore della famiglia. Ad Angela ed Antonello la nostra stima e il nostro abbraccio: avete fatto di tutto! Lo avete partorito decine di volte. Ora è nelle mani di Dio. Giovanni Cirillo. Figlio nostro".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SalernoToday è in caricamento