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Coronavirus, rivolta dei detenuti nel carcere di Salerno: arrivano i rinforzi

Sembra che i detenuti, armati dei ferri delle brande, abbiano distrutto tutto quello che potevano. Hanno divelto perfino le inferriate dei finestroni e sono riusciti a salire sui tetti

Momenti di tensione nel carcere di Salerno, dov’è scoppiata una rivolta violenta da parte di circa 100 detenuti della prima sezione contro le misure di prevenzione dei rischi di contagio da Coronavirus che, ad esempio, hanno sospeso i colloqui fino al 31 maggio prossimo.

La protesta

Sembra che i detenuti, armati dei ferri delle brande, abbiano distrutto tutto quello che potevano. Hanno divelto perfino le inferriate dei finestroni e sono riusciti a salire sui tetti. Sul posto sono giunti i rinforzi della Polizia Penitenziaria e i vigili del fuoco, mentre le altre forze dell’ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) hanno circondato la casa circondariale. Un elicottero dei carabinieri sta continuando sorvolare la zona. Sul posto anche il questore di Salerno Maurizio Ficarra e il comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Trombetto. La protesta si è placata soltanto in serata quando i detenuti sono rientrati nelle sezioni.

Il video

L'allarme del sindacato

Dure le parole di Gennarino De Fazio (Uilpa Penitenziairia): “Se abbiamo imparato che in generale non si muore per il coronavirus, ma con il coronavirus, possiamo affermare senza tema di smentita che le tensioni, le disfunzioni e le pesantissime criticità del sistema carcerario non si manifestano per il coronavirus, ma con il coronavirus (per fortuna non ancora scoperto nei penitenziari). E’ del tutto evidente che se si continuano a mantenere i penitenziari della Nazione in continuo stato emergenziale con un sovrappopolamento medio di oltre il 120% (ma con punte che possono avvicinarsi al 200%), non di rado con una pessima organizzazione, con carenze di ogni genere, insalubrità e talvolta fatiscenza degli edifici, deficienze strutturali e logistiche, nonché inadeguatezze organiche degli operatori di ogni ruolo, quando poi si va a sommare un’ulteriore emergenza, quale quella sanitaria che investe il Paese in queste settimane, la situazione è destinata  a esplodere. E solo chi non conosce il carcere può non saperlo! Solo 3 giorni fa, peraltro, proprio in relazione al penitenziario salernitano erano state segnalate pesanti difficoltà organizzative e gestionali da parte di Daniele Giacomaniello, della Segreteria Regionale della Uilpa Spp della Campania, così come fa costantemente il Segretario Generale Regionale, Domenico De Benedictis. Lo ripetiamo per l’ennesima volta, – chiosa il leader della Uilpa  Polizia Penitenziaria – per le carceri è assolutamente necessaria una task force che si occupi delle diverse emergenze, prime fra tutte la ‘densità detentiva’, gli organici della Polizia penitenziaria e degli altri operatori e i modelli organizzativi. Lo abbiano bene a mente il Ministro Bonafede, ma anche il Presidente Conte, perché i penitenziari potrebbero essere il vero ultimo banco di prova del Governo”.

Il commento di Salvini:

Massimo sostegno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria. Legge e pugno di terro contro chi sbaglia"

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