Cronaca

"Non vogliamo lavorare? No, non vogliamo più essere schiavizzati": lo sfogo di un ex lavoratore stagionale

Orari e turni massacranti, ferie non concesse, giorni rossi non considerati e stipendi a meno di 5 euro all'ora: questo il quadro descritto dal lettore che, come altri ragazzi, ha deciso di non lavorare più a queste condizioni

"Non è vero che non vogliamo lavorare, ma è vero che non vogliamo più essere sfruttati".

Lo ha scritto un nostro lettore in merito alla carenza di personale stagionale denunciata da molti ristoratori ed albergatori del territorio in questo periodo. Secondo questi ultimi, non ci sarebbero più giovani disposti a lavorare, anche per via del reddito di cittadinanza. Ma il punto di vista degli stagionali che quest'anno stanno incrociando le braccia, è ben diverso. Orari e turni massacranti, ferie non concesse, giorni rossi non considerati e stipendi a meno di 5 euro all'ora: questo il quadro descritto dal lettore che, come altri ragazzi, ha deciso di non lavorare più a queste condizioni.

Lo sfogo dell'ex stagionale

"Se ci pagassero almeno 300 euro a settimana, straordinario compreso, con assegni familiari ed un contratto dignitoso e se non ci chiedessero di lavorare gratis i giorni liberi, certo che accetteremmo il lavoro - scrive il nostro lettore - I titolari dei locali si arricchiscono sulla pelle di chi dà l'anima per un lavoro sottopagato: troppo comodo dare colpa alla mancata volontà e ai bonus del Governo. La verità è che siamo stanchi di essere schiavizzati: a queste condizioni, certo, rinunciamo a lavorare".  Infine, il giovane salernitano chiede controlli da parte degli enti competenti sui posti di lavoro e maggiore attenzione per gli stagionali che, troppo spesso, "sono visti come da carne da macello", conclude l'ex lavoratore.

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