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Caso Claps: il processo alle due addette delle pulizie della chiesa

La loro versione contrasta con l'esito delle perizie scientifiche che hanno accertato la presenza di altri elementi estranei al corpo lasciati prima del 17 marzo 2010, giorno della scoperta

Si è tenuto oggi di fronte al tribunale di Salerno il processo a carico di Margherita Santarsiero e Annalisa Lo Vito, madre e figlia, accusate di falsa testimonianza nell'ambito delle indagini sul ritrovamento dei resti di Elisa Claps. Le due, addette alle pulizie nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, per prime riferirono di aver rinvenuto il cadavere della studentessa 17enne uccisa 20 anni fa da Restivo.

Tuttavia, la loro versione contrasta con l'esito delle perizie scientifiche che hanno accertato la presenza di altri elementi estranei al corpo lasciati prima del 17 marzo 2010, giorno della scoperta. Aggiornato al 7 ottobre, dunque, prossimo il processo. Il giudice monocratico Antonio Cantillo si è riservato di decidere sulla competenza territoriale che il legale di Margherita Santarsiero e Annalisa Lo Vito, l'avvocato Maria Bamundo, ritiene appartenga al foro di Potenza, dove le due donne il 20 marzo 2010 furono ascoltate dalla polizia giudiziaria.

Rigettata, invece, l'eccezione relativa alla costituzione di parte civile della famiglia Claps, ritenendo Filomena Iemma, Gildo e Luciano Claps parti danneggiate, e non offese. Parzialmente accolta, infine, l'eccezione sull'acquisizione al fascicolo processuale delle dichiarazioni rese agli inquirenti dalle due imputate, dalle intercettazioni ambientali compiute in questura a Potenza e di un'intervista rilasciata alla trasmissione Chi l'ha visto.  ''Gli altri elementi - spiega il legale della famiglia Claps Giuliana Scarpetta - saranno acquisiti in sede dibattimentale, come la nostra lista testi, fatta di persone che sanno e persone che dovevano sapere, ma non hanno fatto nulla per far ritrovare il corpo di Elisa''.
 

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