Cronaca

Caso Mastursi-Scognamiglio, chiuse le indagini: De Luca verso l'archiviazione

Il nome del governatore della Campania è stato stralciato dalla lista degli indagati della Procura di Roma. Confermate le accuse nei confronti del suo ex capo segreteria, del giudice napoletano e di altre quattro persone

Vincendo De Luca non è più indagato per il caso Scognamiglio-Mastursi. La Procura di Roma, infatti, ha chiuso le indagini sulla vicenda giudiziaria che, lo scorso anno, ha travolto la Regione Campania comportando le dimissioni del capo della segreteria del governatore Nello Mastursi e confermato le accuse nei confronti degli altri indagati tra cui il giudice napoletano Anna Scognamiglio, rea di aver fatto pressioni per le nomine nella sanità in cambio di una sentenza che non applicasse al presidente della Regione la Legge Severino.

La posizione del governatore è nettamente migliorata rispetto a qualche mese fa. E per questo, nelle ultime ore, il suo nome è stato cancellato dalla lista degli indagati. Uno stralcio che, nel breve periodo, dovrebbe portare ad una formale richiesta di archiviazione. Questo significa che i magistrati hanno creduto alla tesi difensiva di De Luca, il quale si è sempre detto estraneo alla vicenda concussiva in cui sono coinvolti il suo ex capo segreteria e il giudice napoletano.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato, oltre che a Mastursi e alla Scognamiglio, al marito di quest’ultima Guglielmo Manna, all’avvocato napoletano Gianfranco Brancaccio, all’infermiere Giorgio Poziello dell’ospedale Santobono, e all’avellinese Giuseppe Vetrano, candidato alle scorse regionali nella lista “Campania libera” e coordinatore nella provincia di Avellino delle liste a sostegno di De Luca. L’accusa è quella di concorso in “induzione indebita”.

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