Scandalo Ior, ascoltati i cugini D'Amico: "I 20 milioni non sono nostri"

Nel corso dell'atto istruttorio i due indagati hanno confermato di conoscere Scarano e di aver avuto con lui rapporti finalizzati alla beneficenza e aiuti umanitari

Scarano

Riflettori ancora puntati sul caso Scarano. E' la volta dell'interrogatorio di Paolo e Cesare D'Amico, assistiti anche dall'avvocato Antonio Fiorella, ascoltati per oltre tre ore dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci. Nel corso dell'atto istruttorio i due indagati hanno confermato di conoscere Scarano, legato da antico vicolo, con il capostipite Giuseppe D'Amico, e di aver avuto con lui rapporti finalizzati alla beneficenza e aiuti umanitari. 

Gli imputati hanno citato la costruzione di una casa per anziani e di un campo di calcio per seminaristi a Salerno: "esterrefatti" per il loro coinvolgimento nell'inchiesta, entrambi hanno escluso di conoscere sia Carenzio sia Zito. Un altro componente della famiglia D'Amico indagato dalla procura di Roma, Maurizio, non si è presentato oggi davanti ai pm.

"Quei venti milioni di euro non sono nostri": hanno detto i cugini Paolo e Cesare nell'ambito del processo che li ha visti indagati per evasione fiscale, nell'inchiesta sul fallito tentativo di far rientrare in Italia il denaro dalla Svizzera.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuovo Dpcm 3-4 dicembre: cosa cambierà, le anticipazioni

  • La strage del Covid-19: muore nella notte 33enne incinta, Nocera piange Veronica

  • In arrivo nubifragi in Campania: le previsioni meteo per Salerno e provincia

  • Beccato alla guida senza mascherina: multato conducente in autostrada

  • Morte di Veronica, la Lucarelli contro un giornalista locale: "Era importante specificare che fosse innamorata?"

  • Riapertura scuole in Campania, tamponi su docenti e alunni: De Luca firma l'ordinanza

Torna su
SalernoToday è in caricamento