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Cassazione: respinto il ricorso di Brigante contro "l'ingiusta detenzione"

Secondo la Suprema Corte: "Vi erano tutte le risultanze probatorie per emettere le misure cautelari nei suoi confronti". Brigante è indagato, insieme ad altri medici, tra cui Takanori Fukushima, per concussione

E' stato respinto il ricorso di Luciano Brigante, il primario di neurochirurgia del Ruggi indagato per concussione insieme ad altri medici ed a Takanori Fukushima per aver preteso soldi dai pazienti per operarli con l'assistenza del medico giapponese. Il ricorso di Brigante, nel quale chiedeva il risarcimento per ingiusta detenzione contro l'ordinanza del Tribunale di Salerno che lo scorso 28 aprile gli aveva confermato i domiciliari revocatigli, poi, nel mese di luglio, è stato respinto dalla Corte Suprema perchè, secondo la motivazione: "Vi erano tutte le risultanze probatorie per emettere le misure cautelari nei suoi confronti".

Per la Cassazione, infatti, Brigante, per il suo ruolo apicale, era titolare del potere di pianificare i ricoveri, di stabilire le priorità in relazione alle urgenze cliniche ed il piano operatorio, decidendo date ed equipe operatoria. Lo stesso primario non era, poi, autorizzato a svolgere attività libero professionale chirurgica all'interno dell'ospedale.

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