Cassazione respinge ricorso: l’ex "boss" Pignataro va fuori regione

I giudici del Tribunale del Riesame, accogliendo l’appello proposto dal pm, hanno riformato l’ordinanza emessa dal Tribunale nocerino applicando l'obbligo di dimora in un comune collocato fuori dalla Campania ma anche l’obbligo di presentazione alla P.G.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dell’ex “bossAntonio Pignataro contro la decisione del tribunale del Riesame di disporre, per l’ex esponente di spicco della Nuova Camorra Organizzata e della Nuova Famiglia, l’obbligo di dimora fuori dalla regione Campania. Per questo i giudici del Riesame, accogliendo l’appello proposto dal pm della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – di Salerno hanno riformato l’ordinanza emessa, lo scorso 29 ottobre, dal Tribunale di Nocera Inferiore, applicando la misura cautelare dell’obbligo di dimora in un comune collocato fuori dalla Campania ma anche quella dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.  

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Il processo

Il 5 agosto del 2017 Pignataro venne arrestato su disposizione del tribunale salernitano perché ritenuto a capo di un’ associazione per delinquere di stampo mafioso ed accusato di voto di scambio politico - mafioso in concorso e tentata violenza privata. In precedenza era già stato condannato per diversi omicidi e per associazione mafiosa in quanto ritenuto appartenente alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, poi transitato nella Nuova Famiglia diventando uno dei vertici del clan camorristico Marinello-Pignataro, attivo nel comune di Nocera Inferiore. All’epoca Pignataro era già sottoposto al regime di detenzione domiciliare dovendo scontare 30 anni di reclusione per l’omicidio di Simonetta Lamberti, avvenuto il 29 maggio 1982 a Cava de’ Tirreni.

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