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Indagati per omicidio volontario, il gip nega gli arresti: "Non ci sono prove"

La Procura di Nocera Inferiore vuole arrestare tre persone indagate da circa tre anni per omicidio volontario. Di recente, il gip ha però rigettato la richiesta di misura cautelare. Sullo sfondo la morte dell'operaio 34enne, Antonio Buono

La Procura di Nocera Inferiore vuole arrestare tre persone indagate da circa tre anni per omicidio volontario. Di recente, il gip ha però rigettato la richiesta di misura cautelare, specificando che non vi sono elementi sufficienti per rinchiudere i tre. Le persone indagate hanno 34, 41 e 36 anni. Sullo sfondo c'è la morte di Antonio Buono, operaio di 34 anni trovato morto a settembre 2013 per strada, a Roccapiemonte. La procura nocerina ha presentato appello al tribunale del Riesame, convinta di applicare la massima misura cautelare a tutti gli indagati che ad ora sono a piede libero. Il 21 arriverà la decisione. All'epoca, quando i tre furono incriminati decisero di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al giudice. Secondo la tesi degli inquirenti, i tre ebbero un litigio con Buono quella sera. Forse per droga. Forse perchè la vittima era ubriaca. Da lì si sarebbe consumata una feroce aggressione, con l'uomo caricato in auto e poi abbandonato in un secondo momento per strada. Al vaglio della procura ci sono intercettazioni ambientali e riprese di videosorveglianza. Secondo una perizia effettuata all'epoca dal medico legale, sul corpo dell'uomo furono riscontrate lesioni compatibili sia con l'investimento ma anche sovrapponibili con il lancio da un'automobile. 


Un controllo dei Ris invece, aveva escluso segni di vernice proveniente da mezzo di circolazione sul corpo di Buono. Circostanza sottolineata dal gip Alfonso Scermino. Per la Procura i tre vanno arrestati vista la modalità del delitto e la possibilità non solo di commettere atti simili, ma anche eventualmente di condizionare potenziali testimoni. Inizialmente la Procura, nella figura del sostituto Ernesto Caggiano, aveva lavorato sulla pista dell’incidente stradale, con un fascicolo investigativo aperto contro ignoti che ipotizzava i reati di omicidio colposo e omissione di soccorso. Poi le indagini portarono all'identificazione dei tre. Il corpo di Buono era stato notato da alcuni automobilisti che avevano visto la sagoma umana riversa in mezzo alla strada. Tra gli avvocati difensori, i legali Giuseppe Buongiorno, Paola Lanzara, Domenico Avagliano e Arturo Della Monica

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